22 squadre, 198 corridori, 3452 km da percorrere, 6 arrivi in montagna, 21 giorni nella bagarre con 2 giorni di recupero. Eccovi il Giro d’Italia del 2010.

 Partito quest’anno dall’Olanda, e’stato caratterizzato fino ad ora da pioggia, freddo, tante cadute e una sorpresa ogni giorno. I commentatori non sanno piu’ che cosa prevedere da un giorno all’altro (e neanche i corridori) visto che se ne sono viste di tutti i colori.

 Dopo un inizio nervoso, tra le infinite rotatorie Olandesi da negoziare sotto la pioggia, il normale parapiglia tra i vari team (e nei vari team) per mostrare le proprie carte, tutto si e’ rivoltato come un omelette in padella, dopo la 11ima tappa con arrivo a L’Aquila. Nella pioggia e nevischio che veniva giu, un gruppo che diventera’ di 56 corridori prende il largo. I “big” (Basso, Evans, Vinoukorov in maglia rosa, Scarponi, Nibali, etc.) lasciano fare e nessuno si fa carico di mantenere il gap con i fuggitivi. Beh 56 corridori in fuga, si puo dire che e’ un peloton, ed infatti cambiano bene, tirano forte nelle condizioni meteo da paura ed arrivano ad avere fino ad un massimo vantaggio di 17 minuti sui “big”.  Alla fine della tappa, tutti i presunti favoriti per questo giro restano a piu’ di 10 minuti dalla nuova maglia rosa, un pischello autraliano che non crede a quel che sta vivendo: Richie Porte.

 Grandi recrminazioni ed accuse tra i team di Basso (Liquigas o Leaky!), Evans (BMC), Vinokurov (Astana) e Scarponi (Androni Giocattoli) su chi doveva andare a chiudere il gap? Il team della maglia rosa (Astana) che pero’ non e’ tra i piu’ forti e gia a corto di 3 membri, la BMC del secondo in classifica Evan (anche loro con team scarsetto e gia con 4 fuori) o Leaky con il dream team del Giro (forte di tutti e 9 i corridori nella squadra)? Non si sono accordati, ognuno ha fatto tattica contro i diretti avversari e Porte si e’ andato a prendere la maglia rosa con 10 minuti di vantaggio sui big, il caparbio Arroyo finisce a 1.42 dal nuovo leader della Generale, ed un redivivo Sastre, meritevole di essersi infilato nel gruppo in fuga, si porta a 7.09 dalla maglia rosda ed e’ pronto per giocarsela nell’ultima settimana.

 Un paio di tappe da velocisti, preparano corridori, DS, commentatori e noi spettatori ai fuochi d’artificio dell’ultima settimana. Sabato c’era il Grappa 1400 metri di scalata in 18km; Domenica lo Zoncolan 1200 metri di scalata in 10 km (con massime pendenze al 22%); Martedi la crono individuale di Plan de Corones 12.8Km con strappi al 24% e 5 km di sterrato; poi ci si appresta ad affrontare il Mortirolo (1300 metri in 12 km), la Forcola di Livigno (1900 metri in 35km) ed il Gavia (1500 metri in 25 km). Tutto cio’ dopo 18 giorni di corsa e 2 di riposo. Non male per le gambe dei ciclisti.

Leaky, dopo l’Aquila si e’ messa a fare sul serio. Nella tappa del Grappa e dello Zoncolan hanno comandato la gara forzando un pressing incredibile. Tutti i grregari tiravano come se stessero facendo una crono. Ritmo altissimo fino alla salita, e poi li Basso e Nibali a giocarsi le loro doti di scalatori contro gli altri big, a quel punto stremati dal ritmo elevato, dalle continue accellerazioni e dalla mancanza di aiuti da parte dei loro team. Gara riaperta con tutti i big che si riavvicinano al buon Arroyo (finito in rosa dopo il Gavia) ma ancora tutta da giocare.

 Ieri la crono del Plan de Corones e’ stata piu’ spettacolare che rivoluzionaria per la classsifica. 12 km dove si va su, e poi su, e poi su, e poi ancora piu’ su. Senza tregua, asfissiante, tosta, da bruciare le gambe. La televisione appiattisce la strada, ma per chi e’ mai stato su una strada al 24% di pendenza sa bene quanto sia ripida. Se volete farvi un idea guardatevi qualche foto su questo validissimo blog.

I corridori erano li con la lingua fuori dalla bocca ad arrampicarsi, pedalata dopo pedalata sulle rampe del plan de Corones. Molti montavano cambi da mountain bike con rapporti 34/28, ed alcuni (sono sicuro) avrebbero volentieri aggiunto qualche altra moltiplica! Garzelli (il vecchietto da quasi 37 anni) si era ben gestito sullo Zoncolan avendo abbandonato qualsiasi velleita’ per la maglia rosa, ed ha tagliato il traguardo in 41 minuti prendendosi una bella vittoria. Basso ha guadagnato un minutino su Arroyo (in rosa ancora) portandosi a 2.27 nella Generale. Evans ha guadaganto 30 secondi su Basso ed e’ a 3.09 dalla rosa.  Sastre e Nibali sono li vicino a 4.36 e 4.53 rispettivamente. Il pischello di down under (Richie Porte) e’ ancora li a 2.36 di ritardo dalla rosa, e se non scoppia potrebbe almeno centrare un podio o un piazzamento nei primi 5 che per una matricola al primo anno da professionista sarebbe incredibile.

 Oggi tappa non super impegnativa, ma che si presta a fughe, con il passo delle palade (pendenze fino al 16%) ad una 70ina di Km dall’arrivo a Pejo Terme,

 L’unica cosa prevedibile in questo giro e’ che e’ assolutamente imprevedibile!!

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