Dopo 2 anni e quasi 27,000 km di percorrenza sulla mia fidata Royal Enfield Bullet per le strade di Delhi, mi era venuta la smania di farle un lifting. Non ha niente che non vada cosi com’e’, ma mi allettava l’idea di cambiare l’assetto (estetico piu’ che altro) da moto “cruiser” normale a cafe racer come sotto.

La mia Bullet ora....

...e come volevo diventasse!

Ora, per chi di moto ne sa ancora meno di me, cosa diavolo e’ una cafe racer? Non sara’ mica una tazzina di caffe su ruote?! No, tranquilli. The cafe racer movement, e’ incominciato un po per caso, nel dopoguerra delgi anni ’50 in Inghilterra. I ragazzuoli inglesi, stanchi delle noiose moto normali, volevano un cavallo di ferro con il quale sfrecciare a velocita’ assurde per l’epoca, e raggiungere una ”ton” (ossia 100 miglia all ora) di media. Sfrecciavano da un cafe ad un altro nei dintorni di Londra al suono dei brani rock and roll sui jukebox. Da questo nasce il movimento cafe racer, che ha ispirato moto bellissime della Norton, Triumph e poi le italiane Augusta, Ducati, ed infine le giapponesi che vediamo ora in giro. Un bel blog al riguardo qui.

La Royal Enfield, per completare l’equazione che sottende la mia moto (!), e’ una marca ora totalmente Indiana (di proprieta’ del gruppo Eicher) ma che ha origini nella Royal Enfield di Redditch (UK), i quali marchi avevano come motto “made like a gun, goes like a bullett”. La Enfield, nata alla fine del 1800, costruiva infatti bici, tagliaerba ed anche componenti per fucili principalmente per conto dell’esercito di Sua Maesta’. Agli inizi del ‘900 si lancio nel settore motociclistico con fortune altalenanti. Dal ’49 comincio a vendere moto in India e nel ’55 fu commissionata un grosso ordine dall’esercito Indiano, che pero’ richiese la produzione in loco (a Chennai). Nel tempo le fortune della Royal Enfield UK andarono a scontrarsi con le nuove realta’ giapponesi, perdendo. In India invece le bullet andavano forte (sostenute ritengo da forti barriere protezionistiche all’entrata), e la Royal Enfield India e’ tuttora ancora in piedi ed esporta in vari paesi nel mondo.

Ora la mia Bullet, l’ho comprata nel 2008, usata, 1 anno di vita e solo 1500 Km sul motore. L’ho truccata un po’ (esteticamente) con cromature, nuovo colore Oxford Blue, nuova marmitta e filtro aria. La uso ogni giorno per andare in ufficio e avevo deciso di renderla stile cafe racer per sfizio non tanto per andare piu’ veloce o atteggiarmi fuori al bar!!

La trasformazione richiede 4 componenti fondamentali: il manubrio, nuovo serbatoio, nuovo sellino, il comando freno e cambio (ossia le pedivelle e marchingegni relativi visto che i piedi vanno messi piu’ in dietro della posizione normale).

Ora il manubrio l’ho comprato in Inghilterra. Per il resto pensavo di poter fare qui. Serbatoio e sellino si fa facile e molto economico. Le pedivelle (che costano un botto in UK) e’ un lavoro piu’ complicato, ma il tipo da cui ho comprato la moto (Sunny) l’aveva gia’ fatto per un altro cliente…..perfetto siamo a cavallo. Tutta la trasformazione doveva costare sui 150/200 euro.

Pero’ siamo in India, e le cose funzionano a modo indiano! C’e’ una sindrome da “Yes, Sir!” in India che e’ innata ed inspiegabile, ma pur cosi vera. Se chiedi qualcosa nel subcontinente ti verra’ sempre detto che e’ possibile…anche quando e’ palese che se non impossibile’ quantomeno improbabile. E’ una sorta di huber “client first” approach. Non sia mai che il cliente si dispiaccia se gli dico che no, questa cosa non te la posso fare, oppure te la faccio ma ci vuole un mese.

Cosi il buon Sunny (che ora non e’ piu’ buono pero’!) mi dice yes, sir, non ci sono problemi. Cominciamo a fare il serbatoio che ci vuole piu’ tempo, poi il resto roba di ore. Sunny, ma tu mi pigli per rincretinito? Non sono meccanico ma un po di logica mi dice che i tempi che tu suggerisci sono irrealizabili. Ne parlo, ne riparlo ne riparlo ancora….. tutto ok Sir. La trasformazione si fa’. Bene, mi fai sapere quanto viene a costare? Beh piu’ o meno qui, piu’ o meno li. Vabbuo’, Sunny mandami un sms con il costo approssimativo, che poi intanto ci appariamo, che non e’ mica il primo lavoro che fai per me.

Passa una settimana, poi un’altra. Io chiamo, parlo per telefono, discuto. Sunny sto serbatoio quando e’ pronto cosi proviamo che vada bene con il manubrio. Sir, this Saturday. Sir, tomorrow. Vabbuo’ io vivo a Delhi da 3 anni e lo so come funziona qui. Sunny io vengo Domenica tu mi fai vedere il serbatoio…ok? Ok. Poi siccome uno ha anche altri cacchi da fare che fare il lifting alla moto, e menarsela con i meccanici, ho mollato la presa. E una volta che si molla la presa e’ finita! Sunny non si e’ fatto piu’ sentire, ai miei sms non risponde, non lo chiamo altrimenti sono altri Yes, sir! ma niente fatti. E la mia bullet rimane Oxford Blue, cruiser set up, e fedele mi porta al lavoro ogni giorno per 40 Km (ritorno) sotto i 45C + dell’estate di Dilli.

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