Chi ha detto che a Delhi non si puo’ fare sport all’aperto?

Ok ve lo concedo (!), non e’ il posto piu’ adatto, ma come si dice oltremanica, “where there’s a will there’s a way”. Ieri abbiamo quindi organizzato il nostro very special, unico ed ineguagliabile, triathlon a Delhi. Non e’ la prima volta che un gruppetto di entusiasti sportivi a Delhi si cimentano in questo esercizio, ma questa volta raggiungevamo quasi il record storico (di 13 persone), data la presenza di 10 persone (atleti!)  rappresentanti 5 nazionalita’…..quasi quasi lo chiamo il nostro very special INTERNATIONAL triathlon! In ordine sparso, 4 indiani, 1 inglese, 1 irlandese, 3 italiani ed 1 giapponese.

45 km di bici, 10 km di corsa e 1.6 km di nuoto le distanze. Partenza alle 6 di mattina, che dopo poi se more de caldo. Transition area davanti alla gettonata dhaba (“street restaurant”) sulla Suradj Kundj Road. Bici sulla Faridabad – Gurgaon road, generalmente  ok per il livello strade indiane sia come fondo che come traffico. Corsa e nuoto nella Bhatti Mine area, una area qui definita “jungly “. Non c’e’ nessuno a parte tanti pavoni, qualche antilope (blue bull), delle scimmie e qualche pastore con le sue pecorelle. Era usata per estrarre silicio ma ora le cave sono chiuse, ed anzi riempitesi di acqua piovana, hanno formato 7 laghetti, piu’ o meno lunghi 400/500 metri ciascuno. Non ci sono scarichi, non c’e’ abitatato intorno (indi la gente non ci va a cagare dentro), e’ abbastanza ripido l’accesso, quindi non molti animali vanno a fare i loro bisognini, e soprattutto non e’ ancora stato scorperto dai Delhiites quindi tranquillo, pulito, senza fumi, clacson o baracchini che ti vendono qualcosa.

Il triathlon e’ molto all’amicizia. Ognuno fa quanto vuole, al passo che vuole, ci si aspetta alle transition, ci si fa una chiacchera e soprattutto si finisce alla nostra dhaba per delle squisite aloo parantha e uova.

Molti turisti e parecchi expat meno avventurosi, hanno spesso un’impressione di Delhi come un gran casino di macchine, tuk tuk, persone, costruzioni illegali, aria inquinata, caldo oppressivo, etc. Non  posso biasimarli. E’ vero Delhi e’ tutto cio’, ma anche di piu’ per chi ha voglia di scoprire angoli ancora poco conosciuti ed utilizzati dalle masse. Delhi per essere una metropoli di quasi 17 milioni di abitanti (il nuovo censo in corso ci dara’ numeri piu’ precisi), ha molte macchie di verde: il ridge, sia a nord che a sud di quella che viene definita Old Delhi; l’area di Sanjay Van, a sud, vicino alla famosa torre del Qutab Minar; la Asola Wildlife Reserve (che poi diventa Bhatti Mine Area) appena a sud di Tughlaqabad fort;  i vari parchi e parchetti, principalmente a sud di delhi.

Allora perche’ fare sport e’ difficile a Delhi. Beh, il clima non e’ dei migliori. Da Marzo ad Ottobre, dopo le 8 di mattina fa molto molto caldo. Per gli amanti della bici, il traffico e’ intenso e’ noncurante dei ciclisti, anzi noncuranti di niente che sia piu’ piccolo di dimensione! Alcuni spazi verdi sono molto ben tenuti (e molto utilizzati da Delhiites per il loro power walking ogni mattina), ma altri sono sporchi e meta di coppiette amoreggianti. L’aria non e’ delle piu’ salubri (!) e soprattutto nei mesi invernali, con poca pioggia ed il freddo che fa da cappa, si sente molto.

Pero’, come detto where there’s a will there’s a way. Sono 3 anni che vivo a Delhi, e regolarmente, almeno 3 volte alla settimana (se non dippiu’ quando preparo gare), vado per la mia corsetta la mattina con il mio amico Mo e Percy  (spesso accompagnato da uno dei miei pargoli su passeggino a 3 ruote). Ogni domenica con un gruppetto che varia da 2 (!) a 10 facciamo dai 50 ai 90 km di bici. Ci sono altri amici americani, che vanno ogni sabato off road con le mountain bikes appena dietro un quartier molto residenziale di Delhi, Vasant Vihar (una specie di posillipo di delhi…senza vista sul mare alas!). Guardate che roba qui. Andiamo ogni tanto nei laghetti delle Bhatti Mines a nuotare. Il mio amico Mo, esperto arrampicatore, ha scritto un libro su posti dove arrampicare pareti naturali qui a Delhi (che ho scoperto usato da almeno un paio di amici Inglesi). L’Indian Mountaneering Foundation ha appena finto l’upgrade del loro climbing wall….una bestia di 15 metri con degli overhang da paura! Ogni domenica mattina nel controviale di Shanti Path (area costellata di ambasciate) c’e’ una squadra di pattinaggio su rotella che si allena con ragazzini dai 7 ai 15 anni. A Nehru Park ci sono decine di ragazzini che fanno taekwondo il sabato e la domenica dalle 7 di mattina.

Ora, io non voglio dire che Delhi sia ne’ il miglior posto , ne’ il piu’ facile dove fare sport. Al contrario. Pero’ c’e’ un crescente interesse nell’attivita’ sportiva da parte dei Delhiites, non solo finalizzata alla competizione ma anche al diletto. Ci sono delle persone che attivamente stanno cercando di mostrare il loro interesse (ad esempio il critical mass ride a Delhi). La realta’ e’ pero’ che siamo anni luci di distanza da quello che avviene in paesi piu’ sviluppati, ma e’ un inizio, lento, faticoso, sudato….ma pur sempre un inizio, che cozza contro dei retaggi culturali, delle abitudini, una mancanza di infrastrutture  in India che ne rallentano notevolmente il percorso.

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