La natura non e’ stata particolarmente clemente quest’anno con alcune parti del mondo: inondazioni e smottamenti spaventosi in Cina; alluvioni devastanti in India (Kashmir) e Pakistan con migliaia di morti; incendi nella Russia che bolle di calore a 45C. Una tragedia per centinaia di migliaia di persone (milioni in Pakistan) che hanno visto gli elementi portarsi via tutto quello che possedevano, e ahime’ tante vite umane.

In questa situazione di disastro e crisi, i capi di stato dei paesi colpiti si sono attivati come super eroi. Sicuro qualcuno deve aver disegnato una vignetta satirica che contiene il primo ministro russo Putin che pilota un aereo per combattere le fiamme, ed il premier cinese Jiabao che sposta massi e mattoni per soccorrere un poveraccio sotto le macerie. Gli indiani, questa volta sotto tono (!), hanno manadato prima Rahul Gandhi (il rampollo della famiglia di potere in India e da molti considerato il potenziale nuovo premier indiano) e poi Manhoman Singh (il PM attuale) a Leh a visitare i campi d’emergenza.

In contrasto, il presidente pachistano Zardari, mentre migliaia stavano lasciandoci la pelle nel suo paese, atterrava nel suo (suo di proprieta’!) castello del XVI secolo in Francia dopo un breve tour europeo (Londra e Parigi). L’iniziale reazione e’ quella di incredulita’. Ma come, costui non ha ritegno. Cosa ci fa in Europa ha parlare con Sarkozy e Cameron, quando una parte di Pakistan e’ diventato come Atlantide! Boh. Ovviamente le sue priorita’ sono diverse da quelle percepite dall’uomo comune.

In maniera simile, ma questa volta non per calamita’ naturali, il chairman della BP, un certo Carl-Henric Svanberg, mentre milioni di barili di petrolio uscivano incontrollati da un pozzo nei fondali del Golfo del Messico, era a Delhi a parlare di strategia e futuro della societa’ (riconosco che il ruolo di chairman in BP, non e’ quello esecutivo come spesso in societa’ americane, quindi il suo ruolo e’ piu’ strategico).

Il tutto mi ha fatto pensare a quando lavoravo per la infama (anche se non lo e’ stata per me) ExxonMobil. Mi raccontavano colleghi piu’ anzianotti di come a fronte di una crisi enorme per la compagnia, il disastro della ExxonValdez in Alaska, il chiarman avesse spiegato la sua assenza dalla “scena del delitto”, semplicemente (e parafrasando): “se sono li distolgo l’attenzione dalla crisi. Tutti si preoccupano del grande boss, e non dedicano il 101% del tempo a risolvere il casotto che abbiamo combinato. Li, ho i miei uomini migliori che mi tengono aggiornato ogni ora sulla situazione.”.

La cosa spiegata cosi, a me, che ho lavorato per 10 anni in un’organizzazione mastodontica come quella della Exxon, mi sembra sensata. A Joe Blog, che legge sui giornali del casotto combinato, o al povero pescatore dell’Alaska che si ritrova il catrame nelle reti invece che i pesci, forse la cosa gli sembra incredibile!

Ora, il perche’ Zardari o Svanberg non abbiano mollato tutto quello che stavano facendo e si siano fiondati con il primo volo nel posto della crisi, non lo so’. Avevano probabilmente le loro ragioni. Pero’ in situazioni di crisi, per un organizzazione (di stato o privata), la visibilita’ del capo supremo (!) e’ quasi una mantra. S’adda fa’!!! Distogli l’attenzione, sei d’intralcio, ci sono piu’ portaborsa che soccorritori……. s’adda fa’.

La scena di Jiabao che sposta il masso della casa crollata, in camicia bianca, con 10 aiutanti che gli assicurino la sicurezza e asciughino il sudore, con 20 telecamere e giornalisti asserragliati intorno a lui per filmare il leader eroico, a me sembra patetica. E’ possibile che Jiabao non lo stesse facendo solo per populismo, ma la scenetta era un po’ patetica. Altrettanto quella di super tough man Putin che si veste da pilota e sorvola le fiamme dei boschi russi. Non mi era dato di sapere che in Russia fossero a corto di piloti, ma sicuro mi sbaglio ;-). Ma s’adda fa’. Loro erano li, e nessuno puo’ accusarli di non essere stati interessati al benessere dei loro cittadini…caspita erano li.

A volte quindi l’importanza di farsi vedere nel posto giusto al momento giusto (sebbene in situazioni tragiche) e’ fondamentale per il leader che si vuole far rispettare e piacere. Ammorbidisce tanti strascichi della crisi. Da un’immagine di un’organizzazione che rispetta gli altri e si interessa al loro benestare. Tutto cio’ a prescindere dall’efficacia degli aiuti, o dal perche’ ci si trovi in quella crisi in primo luogo.

In un mondo dominato dai media, la forma, ahime’ spesso, prevale sulla sostanza. Ma e’ la sostanza che risolve la crisi non la forma…….

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