…ua’ la metro!

Sabato sono andato con i miei due piccoli a provare la nuova linea della metro di Delhi da Central Secretariat a Gurgaon. Vedere i treni arrivare e partire dalla stazione, anche se ancora un cantiere, e’ di grande interesse per i miei figli (!); ancor piu’ le ruspe e scavatrici fuori dalle stazioni a completare gli esterni.

L’estensione della linea gialla, da Central Secretariat a Gurgaon, ha ufficialmente aperto ai passeggeri il 3 Settembre. Come da copione non tutto era pronto all’apertura, o meglio non secondo i canoni di Health and Safety applicabili in paesi sviluppati. La parte rotaie, segnali, treni, etc. era pronta, testata e certificata. Bene. Le stazioni, il giorno dell’apertura, a parte le ghirlande di fiori di buon auspicio fuori, non sembravano per niente pronte…. e tantomeno dopo 2 settimane!

Ora, c’e’ da premettere che io sono un grande sostenitore del mezzo di trasporto pubblico, e che faccio il transport planner come professione, quindi alcune delle difficolta’ e sfide che la realizzazione di una metro pone le posso capire. Essendo in India da 3 anni e rotti, posso anche capire come funzionano qui le cose quando si tratta di realizzare una grande opera che richiede una scrupolosa ed attenta pianificazione (qualcuno di voi gia’ sta ridendo associando India a pianificazione!).

L’estensione della linea gialla e’ un link importante per Delhi. Collega in maniera efficiente, rapida e “verde” Delhi a una delle sue citta’ satelliti in maggior crescita: Gurgaon. Circa 2 milioni di persone vivono a Gurgaon, che e’ anche sede di tante societa’ nel settore dell’informatica, automobilistico, ed altre. La metro di Delhi e’ stata direi un succcesso compelssivamente. La “ridership” ha raggiunto circa 1.5 milioni al giorno; in 7 anni si e’ passati da 7km a 140km di rete; la frequenza del servizio e’ passata dai 5/7 minuti ai 2/5 minuti (dipende dalla linea e settore); i treni sono di concezione moderna, con aria condizionata e puliti; le stazioni sono semplici ma funzionali, il flusso di passegeri gestito bene o quantomeno con criterio; la disciplina dei passegeri si sta sviluppando, certo non si e’ costruita Roma in un giorno…… dato il flusso di passegeri e la loro concezione di spazio personale, nelle ore di punta e’ pienotta! Ma lo stesso si puo’ dire di Londra, New York, Tokyo o Milano. La metro ha aperto la citta’ a molti rendendola piu’ “piccola” e proponendo un’alternativa ai bus super scassati e pericolosi che girano per Delhi. Non credo abbia risolto problema traffico, perche’ lo shift e’ stato piu’ dal bus alla metro, che dalla macchina privata, ma in generale puo’ diventare un ottimo punto di partenza.

Ora pero’, quello che veramente mi fa girare i cabasisi, e’ l’approssimazione e noncuranza nella realizzazione di strutture che dovrebbero dare a Delhi quel tanto agognato carattere di World Class City (che credo non raggiungeranno per altri 50 anni, ahime).

E’ mai possibile che si apra una linea metro dove la stazione e’ ancora un cantiere in corso? Si, la scala mobile per salire funziona, le barriere per i biglietti anche, la segnaletica c’e’, ed il treno arriva e parte. Per il resto, le scale sono coperte di fango (data la pioggia incessante delgi ultimi mesi), le pareti non sono pitturate, cavi elettrici penzolano qui e li, pannelli di vetro sono lasciati in giro. Fuori i marciapiedi sono ….. anzi non sono! Le ruspe stanno ancora finendo di spostare tonnellate di terra per creare i piazzali (piccoli o grandi) di approccio, tipetti con taglia pietre sono li che cercano di finire muretti e scalini incompleti.

                   
      

La Delhi Metro Rail Corporation (DMRC) ha commentato all’apertura dell’estensione, che gli esterni non son di loro competenza ma della municipalita’ in quanto parte dello “Streetscaping” per i Commonwealth Games (andiamo bene!!). Le stazioni per loro sono pronte, agibili e certificate. Il che mostra il livello di co-ordinazione ma anche di senso pubblico. Giustamente il treno funziona, al binario ci puoi arrivare (a messo che non inciampi in un filo elettrico penzolante), ora come uno arrivi alla stazione, se con una gamba azzoppata o un chiodo in un dito, cosa gliene deve fregare alla DMRC?

Fondamentalmente qui a Delhi, l’idea di sicurezza personale, “discomfort”,  o piu’ in generale di opera compiuta, trascende il significato che viene dato in altri paesi. Da un punto di vista lo capisco (ma mai giustifico). Dato che fino a 6 mesi fa’, farsi Gurgaon-Delhi su un bus dell’Haryana Rodways o della Blue Lines significava rischiare di morire per una di molteplici ragioni, allora la metro con i suoi pavimenti scassati e stazioni mezze finite e’ un notevole passo avanti. Il servizio al pubblico qui non e’ veramente per il pubblico, ma piu’ per dar ragione a qualcuno di gonfiarsi il petto.

La metro, ripeto, complessivamente e’ un’infrastruttura di cui Delhi aveva veramente bisogno, e come usuario (anche se solo occasionale per andare a volte in ufficio, etc.) e’ molto funzionale. E’ un vero peccato che quando un’opera del genere viene aperta, invece di massimizzare la buona immagine che dovrebbe generare, ci si accontenti di aprirla all’indiana. Tra 5 mesi la stazione sara’ accogliente ed i marciapiedi aggiustati. Pero’, chi poteva essere tentato di usarla dall’inizio e cambiare il modo in cui si sposta a Delhi, ha perso lo stimolo (della novita’), ha visto le condizioni iniziali, ed e’ tornato felicemente alla sua macchina ancor piu’ convinto che non ci sia niente di meglio al mondo!!

Race Course Station....senza dettagli!

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