Sono da 3 giorni in viaggio di lavoro in Rajasthan, e devo dire che non manca ispirazione per il mio blog! Il lavoro mi porta a fare delle ricognizioni della rete stradale in India, e spesso in posti meno noti, piu’ lontani dall’India hi-tech e sfarzosa, e molto piu’ vicini all’India rurale di Gandhiana memoria.

Ora, quando si lasciano le strade principali nel “first world” si consultano le cartine stradali, si usano complicatissimi aggeggi eletronici tipo Tom-Tom o quant’altro. In “developing world” ,si parla con la gente, una sana e ormai poco usata abitudine. Le cartine stradali in India esistono e google map sul blackberry funziona, pero’ ne l’una ne l’altra sono molto precise specialmente quando nelle campagne. Google map fa un lavoro discreto, ma la rete (71,000 km solo di National Highways, 3.1 Milioni di km se si considera tutto) e’ troppo vasta e cambia continuamente. Le cartine stradali fanno abbastanza schifo. Le strade sono segnate (non tutte), ed a volte esistono, a volte non esistono, a volte esistono ma non vanno dove dice la cartina! Insomma chiedere ai locals e’ molto meglio. Pero’ un po’ come nel calcio in Italia, dove siamo tutti allenatori, qui tutti conoscono le strade ma spesso le direzioni fornite non corrispondono. Il processo per viaggiare nell’India rurale consiste quindi di questi 3 passi: a) guardi la cartina per farti un’idea; b) chiedi al driver che ti sta portando in giro; c) chiedi ad un passante; d) chiedi ad un altro passante; e) chiedi ad un terzo per conferma. Se tutto va bene, ingarri la strada giusta. Altrimenti rincominci dal punto a, b o c.

Ora piccola digresssione. Spesso in India si risponde a domanda con domanda. Non perche’ siano scemi ma perche’ c’e’ una forte volonta’ di partecipare al processo decisivo dell’individuo e di aumentare il proprio bagaglio conoscitivo (ossia farsi i cazzi degli altri!).  Questo attegiamento non e’ esclusivo dell’India. Quando mi sono sposato a Napoli, per vari motivi il mio vestito era stato fatto in India a Udaipur. Il sarto aveva fatto un lavoro eccezionale (per me ed il mio testimone), considerando gli avevamo solo dato misure ed una foto. Bisgonava solo allungare l’orlo dei pantaloni un filino. Matrimonio sabato, il giovedi arriviamo a Napoli (da Londra), chiedo a mia madre aiuto per trovare un sarto. Mia madre mi manda subito da una signora nel vicolo dietro casa nostra. Vado, con testimone (napoletano) e sua moglie (neo zelandese). “Signora, sono x, figlio di y, mi aiuta, devo rifare l’orlo dell’abito del matrimionio. Mi serve oggi che domani mi sposo.” La signora “Certo, o maro’ vuoi vedere che non ti aiuto. Ma chi ti sposi? Ma chi e’ il testimone? Ma chi e’ questa bella signorina qui? Ua’ dalla Nuova Zelanda? Ma come e’ li? Ma dove vivi? Ma cosa fai? Maroooo che bello. Ok torna tra 1 ora e i pantaloni sono pronti”. Finita digressione.

Sono con il mio collega Akash ed il nostro bravo guidatore Rama-ji. Decido di perlustrare un strada secondaria, pensando poi di prendere una stradina ancora un po piu’ secondaria (indi terziaria!) e ricongiungermi con strada principale. C’era una ragione in questa pazzia stradale, ma trascendo i dettagli. Tutto cio’ non me l’ero inventato, ma pareva su cartine varie si potesse fare. Rama-ji era un po perplesso, e cominciava chiedere ma perche di li, ma cosa devi vedere, ma qua e’ piu’ diretta…… Insomma, ricordate la sarta napoletana? Bene convinto Rama-ji, si ferma e chiede. Poi si ferma di nuovo e chiede. Poi si ferma nuovamente e chiede. Ok Rama-ji abbiamo confermato…si pare di qui. Ci avviamo.

Mmmm la strada e’ un po piu’ piccola e scassata di quanto mi aspettassi e della linea bella grossa gialla sulla cartina. Boh, ha chiesto ai canonici 3! Chiediamo a vari altri, la strada sempre piu’ scassata ma non ci avviliamo. Tutti ci mandano verso la fatidica Nechwa. Piano piano i vari villaggi che ci venivano indicati comparivano e scomparivano, ci siamo ci siamo (per intenderci ogni volta ci fermavamo era roba di 5 minuti per spiegare la nostra avventura a tutti). Arriviamo ad una T-junction, andiamo a sinistra (come anche io pensavo corretto a naso), passiamo attraverso il villaggio, poi Rama-ji si blocca alla vista di un cartello. Eh no, questa non e’ giusta. Quindi chiede ad un 50enne di passaggio che appena ha visto la nostra titubanza, subito e’ venuto a fornire suggerimenti…ermmm no indicazioni.

Quindi parlano parlano, spiega, spiega. Io un po’ capisco, anche perche’ sta ripetendo le stesse cose circa 10 volte quindi, se non le becco alla prima ho un’altra chance. Vai di qui, vai di li, passa qua, passa la’, li la stada e caccha (scassata), li e’ buona…..thiik hai? Thiik hai (ossia ok). Poi Akash chiede, giustamente, ma cosi non passiamo da Nechwa? “Nechwa?” risponde il vecchietto. “Ma io ti stavo spiegando come arrivare a Salasar sulla NH-65! Per andare a Nechwa, fai l’inversione e vai sempre dritto. Alla T-junction hai girato dal lato sbagliato.”

Mortacci sua. Rama-ji stava bloccando la strada, ed avevamo un trattore davanti ed un bus dietro che suonavano come pazzi e si stavano incazzando (giustamente). Eravamo da 10 minuti a discutere di strade del distretto di Nagaur e dei cazzi nostri, e bastava solo fare l’inversione!! Noooo. Prima mi stavo per incazzare con tutti. Poi ci ho pensato e mi sono messo a ridere sotto i baffi. Era da scenetta di Monty Python (andate su google se non conoscete).

 Akash e Rama-ji non capivano la mia ilarita’. Ma io ridevo……..

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