Il traffico a Delhi e’ un casino. Questo e’ un assioma. Il fatto non dovrebbe suscitare sorpresa e stupore in chi ha vissuto qui nel subcontinent, ne in chi ha solo letto dell’India. Probabilmente centinaia di migliaia di picchiettii su tastiere di vari computer hanno gia descritto e commentato il fenomeno. Dopo 3 anni ed un po qui a Delhi, e circa 30,000 km sulla mia moto a far avanti e indietro dal lavoro, mi sento in dovere verso questa citta’ di scriverne anche io qualcosa!

Le ragioni per la caoticita’ del traffico a Delhi sono molteplici e di svariata natura. Guidando una moto in generale si osserva molto di piu’ cio’ che succede per strada che se in macchina, ed io di km in moto ne ho fatti un pochino qui in citta’. Quindi dopo varie ore di riflesione in moto (!) ho concluso che fondamentalmente il problema del traffico a Delhi e’ riconducibile a 3 cause: la molteplicita’ ed il volume di veicoli sulle strade, la totale mancanza di senso civico (inteso come rispetto della cosa pubblica), la mancanza di fiducia nel prossimo.

Molteplicita’ e volume di traffico. Le strade di Delhi sono quasi tutte le ore del giorno a capacita’. Tecnicamente cio’ significa che ci sono piu’ veicoli che quello teoricamente considerato un limite di capacita’ della strada stessa. Inoltre qui il mix di veicoli e’ molto variegato. Si va dal cammello o elefante alla Rolls Royce (non molte in verita’, na ne ho viste!), dal cycle rickshaw al bus, dall’auto rickshaw al camion, dalle moto alle macchine, dai pedoni alle bici. Spesso i mezzi sopra citati trasportano cio’ per cui sono abilitati o meno. Il cycle rickshaw con 10 pali da 8 metri o tubi e’ usuale ricorrenza. Il bus con le persone mezzi pendolanti fuori, anche. I camion con over load, spesso visti. Tanti mezzi sulla strada creano traffico. Tanti mezzi che viaggiano a velocita’ molto diverse (da 5 a 50 km/hr) creano ancora piu’ macello, perche’ ci sono continui intoppi. Un tipetto che spinge il suo rickshaw carico di magari un centinaio di chili di carico, su una sovraelevata blocca una parte della strada e quindi il suo flusso. Badate bene faccio riferimento intenzionale ad una parte della strada e non ad una corsia.

Mancanza di senso civico. Le strade vengono spesso citate in libri di economica come bene pubblico. Non intendendo la proprieta’, ma il fatto che sono un bene con accesso aperto a tutti e che facilitano il raggiungimento di fini sociali ed economici piu’ alti. Il cio’ sottende pero’ anche che le strade vengano usate come bene pubblico, il che qui a Delhi e’ un concetto totalmente sconosciuto. Insomma se io devo chiedere delle informazioni mentre alla guida, mi accosto cercando di non intralciare il traffico, chiedo veloce e riparto. Qui ci si ferma dove uno si trova. Nel mezzo della strada non e’ assolutamente un problema. Se c’e’ un semaforo, io mi metto in fila, Qui invece tutti cercano di arrivare quanto piu’ vicino possibile alla pole position! Il risultato spesso e’ che al verde, un lato dell’incorcio e totalmente in un senso, l’altro nel senso opposto. Quindi spesso il semaforo ridiviene rosso e solo pochi furbi sono riusciti a infilarsi e farsi spazio tra il flusso in senso opposto. Se mi si buca una gomma, il “common sense” direbbe, accostati al lato magari in uno spazio adiacente la strada e cambia la gomma. Qui invece se ti si buca nella corsia di sorpasso, ti fermi nella corsia di sorpasso e cambi la gomma. Se hai mancato la tua uscita da una ring road a 4 corsie mandi 2 bestemmie e vai alla prossima uscita e fai inversione. Qui invece fai una emergency stop e retromarcia per infilarti nella corsia giusta. Ti devi immettere in una strada principale, bene in Inghilterra ti insegnano lo stop, look and go. Qui e’ l’opposto, go, look, e se il veicolo che sopraggiunge e piu’ grande di te, stop…altrimenti fotttitene e vai (soprattutto se e’ un pedone, bici o moto). Tutte queste manovre ovviamente sono fatte nella completa incuranza di chi sopraggiunge, chi usa la stessa strada, chi ti sta maledicendo da dietro perche ti sa per inchiappettare!

Mancanza di fiducia. Nessuno sa o puo’ prevedere la mossa dell’altro guidatore. Nessuno segue le corsie. Il bus generalmente viaggia 1.5 metri dal bordo stradale, spesso in mezzo a 2 corsie, perche’ non sa se qualche pedone se ne sta tranquillamente in mezzo alla strada invece che sul marciapiede. Il pedone, sta in mezzo alla strada perche’ non sa se sul marciapiede (quando c’e’) stia per arrivare uno in moto a 40 all’ora. Le macchine amano viaggiare nella corsia di sorpasso anche se la strada e’ vuota. Ma non stanno nella corsia, no! ci potrebbe essere sempre la mucca di turno nascosta tra le piante negli spartitraffico, o qualche pedone che cerca di attraversare alla kamikaze. Le moto, non sorpassano mai i bus a mezzo metro, si danno sempre 2 metri di spazio occupando mezza strada. Non sanno infatti se il bus andra’ dritto o per motivi inspiegabili decidera’ di virare a destra o manca. Nessuno si fida del guidatore vicino, quindi tutti strombazzano il clacson per svariati motivi, incluso quello di ricordare che ci sono anche io sulla strada.

Come potete ben immaginare la combinazione di questi tre elementi, rende il traffico a Delhi caotico, stressante e  pericoloso. Cambiera’ mai? Bah, certo potrebbe, ma richiede un cultural shift molto profondo del quale non vedo grandi segni. Durante i Commonwealth Games, dato che il traffico era meno, le strade piu’ strette date le corsie preferenziali instaurate, ed il fatto che molti bus erano stati messi fuori servizio, mi era sembrato di constatare un pelino di disciplina stradale….ma proprio un pelino, che e’ scomparso appena i Games sono finiti, e tutto e’ tornato al solito casino.

Iniziative per sensibilizzare la gente al codice stradale ce ne sono, ma purtroppo la sensibilizzazione non ha grande effetto fatta cosi. Forse tra 2 o 3 generazioni, quando alcuni dei problemi economici e sociali di base saranno stati risolti (o affrontati), allora la gente si rendera’ conto che non si puo’ vivere, o meglio guidare, cosi!

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