Qualche settimana fa sul Coriere della Sera on-line mi aveva colpito la headline dell’ articolo “Crema per abbronzatura «genetica» “.
Non mi aveva incuriosito l’articolo per la scoperta “scientifica” per se, ma piuttosto perche’ lo stesso giorno avevo ritirato il pettorale di gara per la Delhi Half Marathon, e nel pacco gara, come ogni anno, ci sono una serie di prodotti di bellezza della Nivea incluso (e soprattutto) prodotti per sbiancare la pelle. Il paradosso che mi si e’ presentato e’ evidente, e come mai, il detto “l’erba del vicino e’ sempre piu’ verde”, mi e’ sembrato appropriato.
In effetti l’articolo del Corriere, in tipco stile sensazionalistico e fuorviante dei giornali di oggi, titolava crema per abbroanzatura genetica, ma in effetti lo studio che riportava non c’azzecca niente con la smania di tintarella nel Bel Paese. Interferendo con l’attività di un gene si può influenzare la produzione di melanina, secondo lo studio di un gruppo di ricerca guidato dal professor David Fisher del Massachusetts General Hospital; l’obiettivo primario dell’indurre la produzione di melanina nell’uomo è la prevenzione del cancro della pelle spesso associato all’esposizione ai raggi ultravioletti. La produzione di melanina e’ in realtà un meccanismo di difesa del nostro corpo per difendersi dai danni provocati dalle radiazioni solari. Attivando dunque una maggior produzione di melanina la pelle risulterebbe più protetta ed anche più abbronzata.
Il pacco gara della Delhi Half Marathon e’ tanto misterioso quanto il titolo dell’articolo sensazionalistico! Ogni anno, nel bel bustone in carta riciclabile, si trovano qualche prodotto Ranbaxy (societa’ farmaceutica indiana) da gel anti-infiammatorio a sciroppo rivitalizzante, ed una quantita’ di prodotti Nivea da moisturising creams a burro cacao alle fatidiche creme sbiancanti. Ora perche’ mai in un pacco gara ci finiscano tanti prodotti di “bellezza” non l’ho mai capito…beh non sono cosi naive e capisco che Nivea fornisce i prodotti agli organizzatori gratis. Non ho visto pubblicita’ della Nivea lungo il percorso, quindi credo i loro contributo finisca li. Quello che pero’ colpisce e’ lo sbiancante. Ebbene si, qui in India la gente con i soldi (ed a mi o avviso poco cervello, ma questa e’ una generalizzazione), vuole una pelle piu’ chiara e simile ai gora di etnia caucasica. Fa figo, si ricerca, si spendono chissa’ quanti soldi in creme e trattamenti di bellezza per cambiare la pigmentazione (che tra l’altro sono stati offerti anche a me!!!) che la natura ci ha dato.
La colorazione della pelle e’ chiaramente una questione culturale e sociale che varia da paese a paese, e che e’ cambiata nel tempo. Nell’Inghilterra Vittoriana, la donna dalla pelle candida, bianchissima da cadavere, era considerata il top. Nell’Italia di soubrette, Grandi Fratelli, e “form over substance” l’abbronzatura invece fa figo. In India, azzardo, i ricchi vogliono differenziarsi dalla massa e assomigliare ai piu’ facoltosi amici d’oltre oceano, sbiancandosi la pelle.
Il colore della pelle, un po come i capelli, gli occhi, le unghia, i peli, o qualsiasi altro tratto fisico che possiamo in qualche modo influenzare, risponde a canoni estetici che vanno e vengono. Un po’ come la moda, fatta di tendenze e pilotata in parte dai colossi di FMCG (fast moving consumer goods), ed un po da trend setters che hanno spirito di innovazione e creativita’ tale da influenzare gli altri del gruppo.
Pero’ oltre ad un fattore estetico, ritengo ci sia anche una sorta di insicurezza di base nella propria persona. In alcuni contesti sociali puo’ anche essere dettata dai pregiudizi di base, vedi caso Balotelli nella nazionale Italiana di calcio, ma altre volte e’ dettata semplicemente dal principio che se uno appare bello conta di piu’, se uno assomiglia ai famosi piace di piu’.
L’apparenza ha decisamente preso il sopravvento sulla sostanza. In Italia, dove la modificazione genetica studiata per prevenire il cancro, viene bandita come rimedio tintarella. In India, dove le creme per la pulizia del viso sbiancanti, vengono vendute come mezzo di elevazione sociale.

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