gennaio 2011


La settimana prima di Natale, ero rimasto allibito ascoltando il ministro Rotondi difendere il suo collega Bondi sul programma radiofonico Caterpillar. Caterpillar, per chi non lo conoscesse, e’ un programma di satira ed attualita’ su Radio 2, che ha me piace in quanto informativo e divertente (de gustibus!). Cirri e Solibello, i due conduttori, avevano il ministro Rotondi come inviato speciale da Palazzo Chigi, per un reportage sull’appena concluso consiglio dei ministri. Facevano domande scherzose sul questo e quello, alle quali il ministro si prestava con buono spirito. Poi hanno toccato il tasto Bondi ed il suo annus orribilis, al quale l’affabile ministro Rotondi, in tipico politichese, senza ritegno e spudoratamente, dice piu’ o meno “…..mah, sapete su Pompei non credo si possa parlare di responsabilita’ oggettiva del collega Bondi, quindi……”

Responsabilita’ oggettiva?!?!?!?! Ma questo non ha ritegno, e’ quasi mi sfregio la faccia tanto sono allibito mentre mi rado ascoltando la podcast di Caterpillar.

Il mio blog non ha colore politico, e le mie osservazioni di cui sotto sono apolitiche. Le farei se a farmi girare i maroni fosse uno di destra, sinistra, centro, sopra o sotto!

Il bravo Tuttoqua sul suo blog, all’epoca del crollo della casa dei Gladiatori di Pompei, aveva gia toccato sulla questione responsabilita’. Io vorrei elaborare ulteriormente sul concetto, non per duplicare sforzi o perdere tempo, ma piuttosto perche’ questa e’ una cosa che mi e’ rimasta sul gargarozzo da piu’ settimane e voglio esternare!!!!

Il patrimonio storico e culturale italiano e’ notevole ed indiscusso. Grosso modo, da una veloce ricerca internet e su ISTAT, nel 2009 ci sono stati 91 mln di arrivi e 358 mln di presenze in Italia. I siti UNESCO italiani in media sono visitati da 2.5 mln all’anno. Il turismo costituisce circa il 10% del PIL italiano. L’indotto generato dal turismo e’ notevole ed una notevole fonte di lavoro. Benche’ io no confonda la Cosa Pubblica con quella privata, e sono conscio delle differenze, non capisco pero’ perche’ alcune logiche aziendalistiche non si possano adottare anche al settore statale. Per me, il settore turismo in Italia, puo’ essere considerato una sorta di societa’ nel gruppo Italia Inc. , ed il ministro per i Beni e Attivita’ Culturali, dovrebbe essere il suo CEO. Ok, lo so, come Ministro non si hanno gli stessi poteri esecutivi di un CEO, pero’ si detta il quadro giuridico e normativo (l’impalcatura diciamo) che sottintende le scelte degli operatori del settore. Per di piu’, anche se non la chiamano Mission Statement sul loro sito, il ministero e’ stato costituito per “….affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell’ambiente al fine di assicurare l’organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale”. Insomma la gestione di un patrimonio di beni tangibili e non, di cui uno degli stake holders (o azionisti) sono i cittadini Italiani.

Nel mio esame, illo tempore, di Diritto Civile (na mazzata tra capo e collo che superai con uno striminzito 24!), ricordo che l’amministratore delegato di una SPA e’ responsabile verso i soci dell’inadempimento dell’obbligo generale di vigilanza o di intervento preventivo e successivo che possa danneggiare il patrimonio societario. Ok i giuristi tra voi mi possono correggere, probabilmente ricordo ho o interpretato male il codice, ma in sostanza per me al cosa e’ semplice e molto superficialmente va cosi’: l’amministratore viene eletto dai soci, viene remunerato per gestire la societa’ per conto dei soci e se qualcosa va storto che lede gli interessi dei soci e’ responsabile.

Ora se qualcuno puo’ interpretare che minchia significa quello che il ministro Rotondi descrive come responsabilita’ oggettiva!

Certo Bondi non fa’ l’archeologo (meno male) ne il guradiano, ne gestisce direttamente gli scavi di Pompei; pero’ nenache il CEO della BP, Tony Hayward, era li a smanettare sulla piattaforma nel Golfo del Messico quando e’ esplosa; o Akyo Toyoda, CEO della Toyota, non ha mica montato con le sue manine gli accelleratori che non staccavano o i freni difettosi sulle sue macchine. Pero’ Hayward e Toyoda hanno detto pubblicamente, scusate abbiamo fatto un casino. Ok non e’ solo colpa nostra (ma quello e’ una linea difensiva per non pagare miliardi di risarcimenti!) ma abbiamo fatto un casotto, siamo spiacenti ed ora facciamo del nostro meglio per mettere tutto a posto. Tony Hayward per qualche oscura ragione e’ stato sostituito come CEO di BP!

Il nostro bravo Bondi invece, che fa quando crolla un asset del patrimonio che lui gestisce per noi, dice “….non credo di essere responsabile per il crollo”. Bravo anzi bravissimo. Uomo di merda senza attributi e senza buon senso. Io capisco che la situazione possa esser stata pregressa, che il patrimonio italiano e’ vasto e quindi ci possano essere delle oversight (anche se inammissibili), anche che un ministro non abbia gli stessi poteri di un CEO. Pero’ tutto cio’ era ben noto al caro Bondi prima di prendere l’incarico. Un lavoro come ministro senza dubbio ha pro e contro, ed e’ indiscutibilmente un lavoro di altissima responsabilita’ (per i quali giustamente i ministri sono retribuiti adeguatamente) perche’ gestiscono la Cosa Pubblica, ossia il patrimonio di tutti noi Italiani.

Non accettare che il crollo della casa a Pompei sia sua responsabilita’ e’ una vigliaccheria, che non sarebbe ammessa dal codice civile ad un amministratore delegato se i soci azionisti protestassero. Non mi accanisco contro Bondi, onestamente me ne puo’ fregare di meno di lui come individuo, mi fa solo rodere il fatto che in Italia (come altrove, ma non ovunque!) la classe politica si senta impunemente de-responsabilizzata. Le elezioni sono uno show di forza marketing, ma raramente uno dove si guarda ai meriti e demeriti di chi ha gestito la Cosa Pubblica nell’interesse degli azionisti cittadini.

I nostri piccoli hanno sviluppato due piccole cattive abitudini: a) nel mezzo della notte vengono nel nostro letto; b) si svegliano ogni mattina regolarmente tra le 6 e le 630. Essendo tornati ieri mattina da un tour dell’India con la famiglia in formazione completa (genitori, sorella, nipoti, cognato), ed essendo oggi il primo giorno di lavoro dopo 10 giorni di vacanza, una persona con giudizio, avrebbe sicuramente scelto ieri sera di andare a letto presto, farsi qualche ora di sonno ininterrotto prima che i pargoli cominciassero la loro danza notturna, ed essere bello pimpante per il primo giorno di scuola del 2011!

Ma la Scalextric fu galeotta.

La Scalextric, per chi di voi non conoscesse il marchio, e’ l’equivalente Inglese di quella che in Italia era, almeno quando io avevo 10 anni, la Polystil: la pista delle macchinine.

Dato che ieri il tempo a Delhi faceva veramente schifo (grigio, freddo, inquinato), avevo pensato bene di intrattenere figli e nipoti, di eta’ compresa tra i 2 e gli 11 anni, con una bella pista delle macchinine. Dovevamo tra l’altro provare le nuove macchinine che babbo natale aveva lasciato sotto l’albero. Cosi, prima abbiamo sgombrato il campo da presepe e albero di natale, per non confondere il sacro con il profano, poi ci siamo messi all’opera a costruire la pista.

Dovete sapere che la mia passione per le piste delle macchinine risale a 30 anni fa, quando mi divertivo a giocarci con i miei amici del pianerottolo; poi in quel di Londra, quando un po piu’ grandicello 😉 facevo il racing week-end con il mio compagno di casa in occasione dei GP di F1. Con il buon Jules avevamo deciso di espandere il kit a disposizione, che poi ho rilevato in toto e trasportato a Delhi, ed avevamo acquistato 2 piste ciascuno piu vari altri pezzi. Niente di stravolgente, pero’ ho una 50ina di pezzi, piu’ curva parabolica (immancabile), contagiri (che ti da’ anche il giro veloce), pacer (cosi si puo’ gareggiare contro il “computer”), strettoia e cambio pista, 4 macchinine in dotazione con le piste comprate, piu’ 2 special, stile Le Mans, che sono delle bestie!

Bene, la pista era pronta verso mezzogiorno, appena prima del pranzo, e la configurazione semplice ma con qualche trappola! Sviluppata intorno al castello dei figli, con l’immancabile parabolica, 2 curvoni a 180 gradi ed un bel rettilineo. In tutto 32 pezzi che occupano buona parte del salotto per la gioia di mia moglie…. ma e’ abituata 😉 Eccovela qui…la pista non mia moglie 😉

La pista del Castello

 
 

Le vetture allineate in partenza

I bambini ci hanno giocato per varie ore, prima di andare al cinema. Tutto ok. Si arravogliavano, uscivano, non riuscivano nella parabolica, se la prendevano per chi andasse primo. Tutto secondo copione. Poi arriva la sera. I bambini vanno a letto, e tocca a me farmi un giretto sulla pista. Sia ben chiaro, la pista e’ sempre una roba almeno da 36 ore. Non si costruisce e smonta in giornata…..eh no! Allora, le macchinine che aveva portato babbo natale, benche’ molto belle sia stilisticamente che come componenti (con il loro doppio baffo), non vanno bene su questa pista…..mannaggia a babbo natale. Quelle vecchie pero’ vanno, e sono nei colori Ferrari, una, e Williams (dei tempi di Mansell) l’altra.

Comincio a girare ed a prendere un po di tempi. Una delle due piste e’ piu’ lunga, quindi modifico lo scambio per rendere il tutto piu’ fair. Poi pero’ mi sembra che la Williams stia meglio in pista, esca meno e vada piu’ veloce. E’ qui che la scalextric fu galeotta!!!

Non mi sembra assolutamente il caso che la Williams giri piu’ veloce della Ferrari, soprattutto se sono io a guidare ambedue. Quindi giro con la rossa, e mi accorgo che sbanda tanto sulle 2 curve 180. Mmmm, aspetta che cambio i pneumatici con le altre 2 macchine. Oh ma guarda qui quanti peletti del tappeto…puliamo un po. Aspetta fammi controllare i baffi ed i contatti. Insomma tiro la macchina a nuovo. La metto in pista e comincio a girare su una pista e poi sull’altra, alternandola con la Williams. Tempi alla mano dopo 5 sessioni da 15 giri l’una, i tempi della rossa sono piu’ veloci di 0.1 sec sulla pista 2, ed uguali sulla pista 1. Personal best 4.2 secondi. La Williams decisamente esce meno di strada, ma credo sia dovuto a quel mezzo cm in meno di lunghezza del passo che la rende piu’ stabile.

Soddisfatto….. oh cazzo e’ mezzanotte!!!!!

 

il lungo rettilineo