La nostra brava Shanta-ji che ci sistema la schiena (quasi) ogni domenica con i suoi massaggi, mi ha chiesto qualche settimana fa se potevamo spostare il massaggio dalla domenica ad un altro giorno per un paio di settimane perche’ aveva visite a casa. Beh, visite, diciamo aveva due famiglie interessate alla figlia per un matrimonio che venivano a trovarli. No issue, come si dice qui. Dopo un paio di domeniche, le chiedo “Shanta ji, kya hua? Shadi hoyga?” (allora come e’ andata, si fa sto matrimonio?). “Sir complicated hai”. Dato che la cosa mi interessava, per capire meglio cosa succede in quest’incontri per stabilire il destino di due giovani, le do corda e mi racconta il tutto. Premetto il massaggio l’aveva interrotto, altrimenti tra rabbia e disperazione mi avrebbe scassato qualcosa.

Piccola premessa per farvi un quadro della situazione. Shanta-ji e’ una persona (per quanto mi riguarda) onesta, di fiducia, che smazza tanto per sbarcare il lunario, ed e’ molto decorosa nel suo piccolo. Ha un marito con lavoro saltuario, 3 figlie femmine (di cui 2 gia sposate) ed uno maschio, anche lui con posizione lavorativa precaria. Questa e’ la condizione di moltissime persone in India, anzi forse lei sta meglio di altri in quanto ha una, diciamo, “professione” maturata dopo tanti anni di massaggi e con referenze che hanno fatto il giro di varie famiglie di Delhi (expat e non).

Allora, Shanta-ji cosa e’ successo con i visitatori? (conversazione mezza in Hindi mezza in inglese…quindi sicuro qualcosa non ho capito proprio bene, o comunque ci sono delle semplificazioni!!!!). “La prima famiglia, molto a modo, tutto e’ piaciuto, solo che sa il ragazzo era alto 180 cm e mia figlia e’ alta quanto me (sara’ 155 cm), quindi sa, per l’altezza erano un po restii, ed io lo posso capire. No issue tutto ok.”

“Chalo e la seconda famiglia? Quella tutto andava bene?”. “Seconda famiglia tutto andava bene, anche l’altezza e tutto”. “Beh meno male” faccio io pensando si potesse passare al massaggio!

“Pero’, hanno cominciato a chiedere una Maruti Suzuki nuova (macchina), 10 gr di oro in gioielli per madre, cognate, sorelle, insomma il tutto doveva ammontare a circa 10 lakhs”. Minchia, penso io. 10 lakhs (1 lakhs 100,000 rupie) sono circa 16,000 euri!!! Alla faccia mia. “Shanta-ji, glielo hai detto di andare fuori dai maroni subito?!?!”. Ebbene si, Shanta-ji non ha accettato. Gia’ piazzare la prima figlia le era costata 4 lakhs e poco piu’ la seconda. Soldi presi in prestito da familiari, amici e dalla banca. Non ha ritenuto che per la terza figlia si dovessero spendere 10 lakhs (tra ll’altro la figlia studia, non so cosa, quindi a suo avviso e’ un buon partito).

La questione della dote nel matrimonio combinato in India e’ risaputa. Non che mi abbia scioccato piu’ di tanto. Pero’ mi ha colpito molto il trattare il matrimonio come un puro atto commerciale. Una sorta di mercato, io metto il figlio, tu mi compri la macchina e gioielli, poi mio figlio si piange tua figlia, la tua famiglia e le loro lamentele o rotture per il resto della vita….forse! No. La cosa cosi non mi piace proprio. Anzi mi fa abbastanza schifo.

Parlando pero’ con Sahnta-ji, mi sono reso conto che questa insulsa tradizione e’ molto difficile da interrompere soprattutto in un paese come l’India dove c’e’ molto egoismo ed arrivismo, dove migliorare la propria posizione sociale significa sfoggiare soldi, dove ogni opprotunita’ per arricchirsi va colta al volo. Sono questi in parte segnali, a mio avviso, di un paese ancora profondamente in via di sviluppo, con problemi sociali acuti e dettati da una crescita economica ancora non ben distribuita, e che sicuramente non ha penetrato le masse.

Per Shanta-ji la faccenda e’ complicata. Vuole trovare marito per la figlia per assicurarle un futuro piu’ roseo del suo e renderla felice. Vorrebbe molto che la cosa non le costasse un altro prestito bancario, ma sa che tuttoggi il matrimonio in India e’ un affare commerciale, e solo pagando puo’ sistemare la figlia. Bisogna trovare chi sia meno assetato di soldi.

Il giorno seguente in ufficio, con discrezione chiedo alla mia collega Divya (27 anni) appena sposata e Abhijit (28 anni) sposo tra 2 mesi, come e’ andata a loro, dato che so il loro matrimonio era combinato. Gli spiego anche del perche’ della mia domanda. Loro sono inorriditi e schifati quanto me della storia di Shanta-ji. Lo trovano offensivo, e nel loro caso non c’e’ stato nessun pagamento. Non avrebbero permesso una cosa del genere ne la condividono. Pero’ mi hanno confermato che la prassi non e’ inusuale anche tra le famiglie piu’ benestanti e teroricamente colte. Anzi piu’ “educated” e’ il figlio piu’ la posta viene alzata senza pudore. Mi hanno pero’ detto che la prassi non e’ cosi diffusa in altri stati (come il Maharshtra), ma non sanno bene perche’. Io azzardo che dove il reddito pro capita e’ piu’ alto, forse c’e’ meno necessita’ di farsi i gioielli e la macchina nuova sposando il figlio. Divya e Abhijit sono due urban planners, giovani, svegli, moderni ma allo stesso tempo indiani. Li definirei uno stereotipo della nuova India che cercano di aver giudizio e rispetto nei loro rapporti con il prossimo, ma che purtroppo rappresentano ancora una netta minoranza.

Vedete come e’ buffo. In Italia si spendono centinaia di migliaia di Euro per comprarsi donne per una serata (pare!). In India per comprarsi un marito per la vita!!

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