Povera Shanta ji di questi tempi non gliene va bene una. Vi avevo parlato di Shanta ji nel post precedente e delle sue difficolta’ a trovare sposo per sua figlia. Bene, domenica scorsa, sempre per tenermi aggiornato delle vicissitudini della sua famiglia (!), prima del massaggio mi ha raccontato che venerdi il marito di sua figlia (un’altra) ha avuto un incidente stradale. Uanema, Shanta-ji che e’ stato? Il genero, stava tornando a casa dal lavoro con la sua motoretta; era fermo ad un semaforo, quando una macchina l’ha preso in pieno da dietro scaraventandolo per aria. Si e’ fratturato il bacino da qualche parte, il mio Hindi non mi ha fatto capire meglio, ed ha subito un operazione di emergenza che gli e’ costata 45,000 Rupie. Ovviamente il guidatore della macchina e’ scappato senza dar conto a nessuno.

La cosa per quanto tragica e scioccante e’ prassi comune in India…o quantomeno a Delhi. Negli ultimi 2 mesi questa e’ la 3 persona di cui vengo a conoscenza, che e’ vittima di una hit and run. Un altro era sulla moto ed un amico sulla bicicletta. Tutti e due se la sono cavata miracolosamente con ammaccature (al corpo) varie, qualche ossa rotta, mezzi distrutti…ma almeno non ci hanno rimesso la pelle. In tutti i casi i conducenti delle macchine/camioncini coinvolti nell’incidente sono scappati.

Non so cosa dicano le statistiche precisamente su casi di “hit and run”, ma sono frequentissimi a Delhi, ed in India muoiono piu di 100,000 persone all’anno per incidenti stradali. Fino al mese scorso si leggeva quotidianamente a Delhi degli infimi Blueline buses, che arrotavano qualcuno ed il conducente si dava per campi, a meno che la folla non riuscisse a bloccarlo. Tutte le licenze ai Blueline bus (che fungevano come una sorta di servizio bus in parallelo a quelli pubblici) sono state revocate, dato che la Delhi Transport Corporation ha ora sufficienti mezzi per fornire il servizio.

Molti veicoli in circolazione a Delhi (ed in India), soprattutto moto, non hanno l’assicurazione. Ad ogni modo per dare un’idea del valore che si da ad una vita in India, l’assicurazione della nostra macchina paga per decesso terzi 150,000 rupie (grosso modo 3,000 euro) ed il Governo Indiano paga 100,000 rupie per decessi su strada a causa di anonimi (quando ci scappa il morto e l’omicida se la da’ a gambe).

L’atto, totalmente ingiustificabile, dello scappare dal luogo dell’incidente, ritengo sia in parte una questione economica, in parte una questione di mancanza di rispetto del prossimo ed incivilta’. Una questione economica, in quanto se uno tira sotto un malcapitato e gli deve pagare l’ospitalizzazione manda in bancarotta, con buona probabilita’ se stesso e la sua famiglia. Mancanza di rispetto, in quanto l’essere umano non viene considerato tale. E’ probabile che lo scappare sia in parte dettato dal panico che un incidente possa generare, in parte pero’ da una sorta di mors tua vita mea, in cui chi esce incolume dallo scontro (anche se lui stesso a causarlo), si appiglia ad una sorta di legge del piu’ forte (o piu’ culoso) e con noncuranza e sprezzo della vita umana se ne vada per la sua strada.

Lo scarso valore della vita umana e’ presente in molte manifestazioni qui in India. Centinaia, a votle migliaia di persone muiono in incidenti, sommosse, crolli, calpestaggi, fenomeni naturali. Ma la gente non mi sembra dare piu’ di tanto peso all’accaduto. Sara’ che l’India e’ un paese molto popoloso, ed un migliaio in piu’ o meno non viene accusato piu’ di tanto (a parte sicuramente i poveri cari rimasti a piangere la scomparsa). Sara’ che la morte viene vista come parte del proprio ciclo di vita e quindi non conisderato un evento cosi tragico come da noi (anche se confesso non sia convinto di questo atteggiamento mistico filosofico indiano nell’uomo comune). Sara’ che la gente mostra il loro individualismo piu’ sfrenato e tutto cio che’ non intacca il proprio benessere materiale non conta, quindi la morte di uno sconosciuto….chissenefrega!

Ad ogni modo, fin troppe persone finiscono per subire danni fisici (fino alla morte) in incidenti stradali qui in India, ed ancor piu’ non si prendono le proprie responsabilita’ per un motivo od un altro e scappano. La situazione e’ ancor piu’ complessa se inseriamo il fattore polizia corrotta, folle assatanate di giustizie private, ignoranza diffusa, etc. etc.

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