A me piace la F1. Lo so non e’ uno sport che piace a tutti e senza dubbio non e’ uno sport environment friendly. Ne di fatto, visto che il carbon foot print del circo della F1 deve essere grande come una mandria di diplodocus al pascolo,  ne nelle intenzioni, dato che in maniera piu’ o meno diretta incoraggia e mitizza l’uso delle macchine.

Mia moglie, e non e’ sola, ritene il gran premio della domenica sia una vera palla, ma lascia fare, anzi consente pure che i pargoletti vengano coinvolti ed inculcati con la stessa passione!

 Qualche settimana fa, l’eccentrico boss della F1 (Bernie Ecclestone) e la casa fornitrice di pneumatici (Pirelli), hanno lanciato l’idea di fare dei GP sul bagnato per rendere le gare piu’ spettacolari.  A me m’ par’ na stunzat’.

Lo so che Ecclestone, che ha raggranellato un bel gruzzoletto personale (a parte una bella gnocca come compagna) con la F1, cerca ogni anno di fare qualcosa di diverso per rendere lo spettacolo piu’ interesante. Pero’ per me c’e’ un limite a quello che si possa e debba fare per lo spettacolo.

La cosa che non mi piace assolutamente della proposta, a parte la questione tecnica, e’ la completa insensitivita’ all’aspetto ecologico.

Puo’ sembrare paradossale, lo ammetto, che a me piaccia uno sport motoristico (inquinante) ma mi faccia un problema ecologico del come vengano gestite le gare. Sara’ forse che io sono un convinto ed assiduo sostenitore della massima in media res stat virtus! Ossia, la F1 inquina, ma non farla non migliora in verita’ la situazione ambientale nel mondo; i nostri comportamenti quotidiani invece si. Creare pero’ un GP sul bagnato, significa annacquare una pista di 5km, costantemente per quasi 2 ore, dato che le macchine di F1 generano un pacco di calore e asciugherebbero la pista in 5 giri se non lo si facesse. La cosa, a mio avviso, comporterebbe un uso d’acqua, una risorsa globalmente scarsa, da far paura. Uno spreco ed un affronto per chi l’acqua non ce l’ha neanche per pulirsi la faccia. Non e’ dietrologia. So bene che l’acqua in Italia non puo’ essere portata efficientemente in sub saharan africa. Cio’ non significa che si debba sprecare acqua….anche dove questa non costituisce al momento un problema.

 L’acqua e’ un bene pubblico strano. Nel senso che e’ una di quelle cose che diamo per scontate nella nostra vita. Apriamo il rubinetto e voila, l’acqua esce. Raramente credo ci chiediamo come diamine arrivi l’acqua in tutte le case in tutte le citta’; da dove venga quest’acqua e quanta ce ne sia da usare.  Per chi fa campeggio, escursioni alpinistiche o va per mare, forse riesce ad apprezzare un pochino meglio quel che sto descrivendo. In India, dove vivo e dove in media non c’e’ alcuna sensibilita’ ambientale, la maggior parte della gente con un tetto stabile, fa ancora la doccia usando il secchio ed un boccaccino, per retaggio culturale e necessita’ talvolta. Quando vai negli alberghi (non da 5 stelle!) trovi nella vasca da bagno 3 oggetti di plastica: 1) secchio da 10 litri credo 2) una sorta di brocchetta di plastica da 1 litro 3) un predellino alto 30 cm. Riempi il secchio e ti fai la doccia….e sai quanta acqua hai usato.

Nel cosiddetto 1st World, abbiamo docce, power showers, docce con getti spruzzo. Tutto molto figo e talvolta piacevole. Quanta acqua pero’ si spreca? Una doccia di 5 minuti in US, in base alle normative federali che regolano le “teste” delle doccie, consuma sui 30 litri, con quelle vecchie fino a 70 litri!!!

 Come sono finito a parlare di docce dalla F1?! Boh, se mi leggete avete tanta pazienza. La morale per me e’: si alla F1, no alle strunzate per renderla spettacolare, risparmiamo acqua nella nostra quotidianita’….. che quando l’acqua e’ poca la papera non galleggia 😉

 Vai Ferrari….. schiattali in cuorp’ quest’anno 😉

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