Martedi scorso sono andato a Mumbai per un meeting di lavoro, con 2 ex colonnelli dell’esercito, ed un ragazzo dell’Andhra Pradesh che diciamo e’ ben impostato, ogni sua gamba un tronchetto di albero. (la descrizione fisica e’ un dettaglio che servira’ dopo!)

Taxi alle 545 da casa, volo alle 650, arrivo a Mumbai alle 915, tutto perfetto e da copione. Tramite l’ufficio di Mumbai avevo organizzato un veicolo per portarci dal cliente per il meeting, a Nariman Point, proprio alla punta della peninsola che e’ Mumbai, e circa un’ora e mezzo dall’aereoporto.

Al principio non riusciamo a trovare il nostro driver, c’era stato un cambiamento all’ultimo minuto, allora chiama qui chiama li, alla fine troviamo il tipo. Tutti in macchina e via per Nariman Point. Beh tutto bene.

Primo semaforo, dopo 1 km, e la macchina si spegne. Vabbe’ aria condizionata a palla, motore freddo. Il guidatore, uno smilzo rigorosamente a piedi scalzi, e che parla solo Hindi pompa l’accelleratore e la macchina riparte. No problem. Altro semaforo e la macchina si spegne di nuovo, e questa volta il driver e’ decisamente un po preoccupato. Smanetta con switch CNG/benzina, premi qui premi li, il motore parte. OK. Altro semaforo, stessa storia. Allora accosta, o meglio si ferma sotto un cavalcavia e chiama il boss. Discute amimatamente ma il boss, mi sembra di capire che gli dia del pirla e gli dice metti a benzina e vai. Il driver smilzo esegue.

Noi, non diamo troppa importanza alle fermate, a parte il fatto che ogni volta che il motore si spegne, l’aria condizionata si spegne ed a Mumbai alle 10 di mattina ad Aprile, fa un tantino caldo, specialmente quando ci si e’ messi su un paio di pantaloni e camicia un po piu’ seri per far bella figura con il cliente (fortunatamente qui la cravatta e’ abbastanza un optional, ed almeno che non sia il super boss non c’e’ bisogno di mettersela). Ad ogni modo insistiamo che il driver prenda la Sealink Freeway, un nuovo ponte che collega le due punte di una baia facendo risparmiare sui 45 minuti di viaggio.

Mumbai Sealink Freeway

Il driver e’ abbastanza preoccupato della nostra scelta, forse temendo che la macchina non ce la faccia, pero’ non insiste piu’ di tanto…..customer first. Imbocca la rampa e via. Il ponte e’ lungo 5.5 km ed il casello venendo da nord e’ dopo circa un kilometro dall’inizio del ponte. Tutto procede bene, 10 metri prima del casello, il driver rallenta, si ferma in fila ed il motore si spegne. Vacca boia. Si rimette a smanettare, ma stavolta il motore non riparte. O cazzo. Siamo in mezzo al mare, su un ponte a pagamento (anche caro) quindi taxi vuoti ovviamente non vengono; alle 1030 di mattina con un sole che picchia, ed il nostro veicolo in panne. Interesting situation. Usciamo tutti dalla macchina, e si cerca di capire come proseguire. Il driver si fa aiutare da quelli del casello a spostare la macchina al lato del piazzale, e chiama il boss per cercare di reperire un altro veicolo. Mmm la cosa non sembra mettersi bene, quando ti dicono “5 minutes, sir. Only 5 minutes”. I casellanti suggeriscono al driver di andare all’inizio del ponte e procurare un altro taxi, ma ovviamente il driver fa notare che la macchina non parte, quindi come ci arriva all’inizio del ponte! I colonnelli si iniziano ad irritare, io mi rifugio in un angolo all’ombra sotto il casello, il collega dell’AP sta li aspettando che si decida, lui e’ abituato al caldo quindi non si scompone, io qualche macchietta di sudore ce l’ho! Dopo 3 minuti di concitazione, il colonnello senior Col Sharma, chiama tutti venite venite veloci. Ha fermato una macchina che passava, guidatore con un business man in una bella Toyota Innova, ed ha chiesto un passaggio. Ora, l’Innova e’ un bel people carrier comodo e pratico (l’abbiamo anche noi!), con 5 posti piu 3 ribaltabili nel bagagliaio. Che mazzo penso io. Col Sharma, si infila nel posto davanti affianco al driver; Col Malhotra affianco al business man, poi mi infilo io e Vasudev? E’ un tantino grande per infilarsi anche lui (penso io), e apre il bagagliaio e sta per infilarsi, quando il business man (Mr Abhijit)…fa no no, non spostare la roba nel bagagliaio (c’era solo la sua borsa ed una busta). Io penso cacchio, siamo fregati, se Vasudev non sale dobbiamo scendere tutti.

Poi pero’ il buon Mr Abhijit, fa’ “e’ solo lui che deve salire?”

Noi in coro ” si si solo lui, ci entra tranquillo nel bagaliaio, non c’e’ problema, solo fino alla fine del ponte”.

Mr Abhijit: ” perche’ nel bagaliaio, entra qui con noi dietro, ci entriamo. Ci stringiamo un po. In India siamo abituati a viaggiare cosi”.

Io penso ” minchia ora Vasudev ci sfracella con la sua mole, come cacchio facciamo”, e tra l’altro non volevamo giocarci il passaggio, quindi cauti con Mr Abhijit. Allora Col Malothra sposta il culo avanti, io mi infizzo dietro di lui, Vasudev entra e chiude la porta. Siamo una sorta di puzzle male assortito, con gambe, culi e braccia non proprio allineati, cercando di non  inportunare il nostro salvatore….che pero’ era super tranquillo.

Partiamo. Yessss siamo salvi. Noi insistiamo con Mr Abhijit che ci lasci alla fine del ponte dato come siamo incastrati, tipo una posa di Konnect 4 (!), ma lui insiste ancora di piu’ che ci porti fino a Nariman point, che e’ proprio vicino al suo ufficio. Allora si inizia la chit chat di cortesia giocandosi tutte le carte a disposizione: il colonnello in pensione, il token foreigner “esperto” di trapsorto, etc. Nel frattempo la dietro cerchiamo di sistemare culi e gambe alla meglio. Mr Abhijit e’ una persona molto affabile, ingegnere strutturale, lavora su un progetto residenziale, ha viaggiato in Europa. Si parla dell’Europa, dell’India, delle strade, delle case. Ci dice che e’ del Gujarat, un posto del cazzo che io ho anche avuto il “piacere” di visitare per lavoro. Ah veramente ma sei andato li, e poi la’, mai hai visto questo e quello, la strada li, il ponte la. Insomma c’e’ un’atmosfera molto rilassata e piacevole, stiamo diventando tutti grandi amici, anzi e quasi come se ci conoscessimo da anni!! Il colonnello lo chiama dada (fratello maggiore)….fantastico.

Si fa lasciare fuori dal suo ufficio e da direttive al suo driver per portarci al nostro appuntamento. Mi invita personalmente ad andare a passare un Sabato o Domenica a casa sua, dai magari andiamo anche a Vapi (la sua citta’ in Gujarat) insieme! Il colonnello offre “if you’re ever in Delhi please come to my humble abode”…..siamo fratelli.

Arriviamo al meeting in perfetto orario, belli rinfrescati dalla potente aria condizionata dell’Innova, dopo 30 minuti di piacevole conversazione. Incredible India.

PS sul volo una chicca indiana. riporto coversazione tra passeggero affianco a me che non si sentiva bene ed il cabin attendant molto compito, efficiente e gentile.

Passeggero : could i have some hot water?

CA: just hot or extremely hot? (che cazzo di domanda)

Passeggero, dopo una piccola esitazione: a little bit extremely hot, please. (what the heck?!?!…ma chere’?)

CA: Here it is. (bicchiere d’acqua calda, normale, bevibile ma non da ustione!)

😉  😉

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