La nostra avventura oltre oceano non e’ ancora cominciata, ma gia’ mi si propone un prolifico filone tematico per il mio blog: la burocrazia americana. Essendo di vedute generalmente ampie, non voglio generalizzare prima ancora di essere sbarcato, inoltre la casistica e’ troppo piccola al momento per trarne conclusioni statisticamente rilevanti! Pero’, se il buon giorno si vede dal mattino, andiam bene…. o male! Ad agosto la mia famigliola si spostera’ in US per lavoro di mia moglie. Tutti contenti, bella opportunita’, cultura ed usi diversi dall’India, nuovi posti da scoprire, nuove amicizie da forgiare. Great. Decidiamo di fare i visti qui a Delhi anziche’ aspettare di essere a Londra, dato che nel nostro caso e’ piu’ semplice cosi. Benissimo. L’iter da seguire ci viene spiegato in 4 linee di email. Sembra molto logico, lineare, pratico ed efficiente. Bisogna fare domanda on-line, poi presentrare i passaporti all’ambasciata americana di competenza, ed a meno di intoppi, il visto viene rilasciato in un paio di giorni. Mia moglie decide di fare il primo passo. Ancor meglio, cosi sara’ piu’ avanti di me in questa ripida “learning curve” rappresentata da un modulo online! Una sera mia moglie smanetta, per un bel po di tempo sul laptop, ed alla fine dichiara stanca ma soddisfatta “ok, ho iniziato il mio modulo, riempito tutto, servono foto da allegare on-line, poi colleghiamo i vostri moduli al mio ed e’ fatta”. Beh, tutto ok fin qua. Mi avverte, ma senza dare troppo peso alla cosa, che il modulo e’ lunghetto e con tante domande. La cosa non mi sorprende piu’ di tanto, avendo viaggiato in America svariate volte per lavoro e diletto. “Per le foto digitali, ci penso io, mandami lo scan delle foto formato passaporto che abbiamo gia’, ed il link dove dettagliano il formato da usare”. Il giorno successivo, ad ora pranzo in ufficio, mi dico, dai in 10 minuti faccio ste foto, cosi siamo pronti. Mmmm, 10 minuti? Non credo. Leggo le istruzioni sul formato:

 

Ok le foto che abbiamo sono rettangolari, qua servono quadrate. Faccio un paio di tentativi….niente da fare usciamo tutti con dei capoccioni esagerati. Chiamo la mugliera a lavoro…..”bisogna andare a farsi rifare le foto, incluso i bimbi”. Un po una menata, ma il fotografo e’ a 2 minuti da casa nostra, attaccato all’ambasciata americana quindi sa benissimo il formato richiesto, costa 100 Rupie a testa (2 euro)….quindi non vale neanche la pena perdere tempo con la mia macchina fotografica, etc. Torno a casa, e abbiamo tutte le foto in formato digitale e perfette per visto US.

Torniamo a casa da una reception/talk molto interessante, di ottimo umore, alle 9 di sera e propongo a mia moglie di finire i moduli per i visti, cosi un’altra cosa depennata dalla nostra lunga lista pre partenza. Apriamo la sua application on line, inseriamo la foto, ed al secondo tentativo la riconosce. Yippie. 1 done 3 to go. Appplication submitted. Create Family Aplication? Si, dai perfetto, cosi sono tutte insieme. Iniziamo a mettere i miei dati personali, e mentre io vado a cercare una mia vecchissima patente californiana (la mia prima!) nello studio, sento un grido di disappunto.

Io: “cosa e’ successo?”

Moglie: “la sessione e’ timed-out e la tua application non si trova. Non avevo fatto a tempo a prendere il numero seriale….what the f@#K!” (la moglie e’ inglese, e non impreca sovente, pero’ ogni tanto scappa).

Ok, cerchiamo di riaprire la sua application e trovare il famigerato link alla family appilcation. Niente. Smanetta di qui e di li, la sua application e’ stata inghiottita dalla macchina visti americana, e non si trova niente. Vabbuo’ iniziamone una da capo. Priya mi avverte che e’ lunghetta la cosa ed erano gia’ le 9.30, ma io la ignoro, in parte perche’ sono un coglione, in parte perche’ volevo levarmi sta rottura di cabasisi di mezzo. Quindi inizio l’application. Immediatamente prendiamo il numero seriale per evitare stesso problema di prima….vedi come ci muoviamo veloce sulla learning curve data la nostra educazione universitaria?! Ora la mugliera, inserisce il numero seriale sul suo blackberry. “Priya, ma perche’ non usiamo carta e penna”, la mia domanda,  “lascia stare, cosi ho tutti i numeri qui in un posto e non li perdo” la sua risposta. Tenete questo dettaglio presente.

Pronti, via. Iniziamo pagina 1, ed a meta’ di pagina 2: session has tiemd out. Porca v….. Ok tranquilli. Prendiamo il numero seriale, riapriamo l’application e si riaparte. Quando la sessione fa il time out , i dati sulla pagina vengono persi, e si torna alla pagina precedente che e’ stata salvata. Non si puo’ salvare una pagina in corso, perche’ quando clicchi il bottone per salvare, il sistema riconosce che non tutti i campi sono riempiti, quindi prima riempi tutto poi salvi. Il sistema a me pare una cagata, ma e’ cosi, quindi si continua. Tenete presente che la sessione fa il suo riposino (time out) dopo 20 minuti….e non 20 minuti di inattivita’, ma 20 minuti. Tenete anche presente che ogni pagina dell’application ha una quantita’ enorme di informazioni da inserire. Che so io, ti chiedono precedenti datori di lavoro (con tanto di indirizzo); le ultime 5 visite in US con tanto di date di arrivo e partenza, scopo, etc; le scuole frequentate dopo le elementari, con tanto di indirizzo, etc. Ora io ho quasi 40 anni (proprio quasi…tra 4 mesi!), e quindi vi rendete conto che alcune informazioni vanno alquanto indietro nel tempo, e vattelo a ricordare l’inidirizzo del liceo 20 anni fa! Per le visite altrettanto, prima di venire in India, in America ci andavo per lavoro e per diletto. Mo’ vatti a ricordare giorno mese ed anno di quelle visite. Insomma la sessione e’ timed out piu’ di una volta, e spesso quando eravamo quasi alla fine della pagina, quindi tutto quanto inserito viene perso, e si inizia di nuovo dalla pagina precedente. All’inizio il time out veniva preso da me e moglie come un gioco tipo Count Down! Ha ha ha, Sig. Benedini il tempo e’ scaduto, peccato. Rincominciamo? E via un’altra sessione. Ovviamente dopo un’ora e mezza, non ridevamo piu’ ma io tiravo 3 bestemmie consecutive al laptop, mia moglie alzava le sopracciglia e sbuffava, prima di riprendere l’esercizio stoicamente.

Vi chiederete ma perche’ dovevamo soffrire in 2? In parte perche’ io non sapevo che domande venivano fatte mentre Priya si e mi diceva dove metter non applicable imemdiatamente; in parte perceh’ alcune concernevano lo sponsor del visto che e’ il datore di lavoro di mia moglie. Quindi lei mi passava le risposte!!!

Dopo varie imprecazioni, alle 11.15, in 2 ore e 15 minuti finalmente abbiamo finito la mia application. Eureka. Ora ci si proponeva di nuovo il famigerato bottone family application. La tentazione di andare a letto era forte, ma anche quella di chiudere la saga. Quindi convinco la mugliera che per i bambini e’ facile, dato che molti campi non sono richiesti (hanno al massimo 5 anni di vita da raccontare!), e molti dati sono gia inseriti nel modulo perche’ copiati automaticamente dal mio. Ok. Convinta. Iniziamo. Sachin primo. Prendiamo serial number (Priya tappetta sul Blackberry). Tutto fantastico, vedi come e’ semplice ora: indirizzo di residenza….brooom e’ gia li, indirizzo sponsor… brooom e’ gia li. Dai, vai, alla grande…..oh no cazzo, la sessione e’ timed out. Vaffa’.

“Priya mi dai il numero dell’application”.

“si un attimo”

“Priya mi dai sto cazzo di numero”

“si un attimo, e che non trovo….”

“come non trovo?! Cerca!”

“si sto cercando, ma … oh no temo non si sia salvato sul BB…..noooo”

“nooooooo, cazzo, porca #@%, vaffan…..ma ti ho detto di usare carta e penna, che sfaccim’….. non mi stai mai a sentire”

“ma come cazzo faccio a sapere che non si salva …. non te la prendere con me se il website fa cagare……”

Ok il resto lo potete immaginare. 5 minuti di improperi vicendevoli, di vaffa qui e vaffa li. Poi ci calmiamo e rappacifichiamo, e ce ne andiamo a letto sereni ed uniti dall’odio per l’online application system per visti americani.

 

PS: mattina  successiva Priya mi manda email in ufficio: “almost threw laptop out of the window, but in the end completed sodding application for kids” ….what the f@#k!!!!!!

Annunci