luglio 2011


Siamo al momento in Inghilterra in transito per gli US. Anzi ancor meglio, pupi e moglie con i suoceri al nord, io per qualche giorno a Londra da solo con il mio amico di lunga data Luca (anche lui con famiglia già in vacanza) 😉

Ora, Luca è come un fratello per me, ma siamo diversi. Io sono molto ordinato (a volte troppo!), lui molto disordinato. Io un pianificatore, lui uno che gestisce alla giornata. Però, e forse grazie alle nostre differenze, ma anche i tanti interessi in comune, siamo molto legati.

Ieri, stavo dando una riassettata alla cucina, giusto per renderla agibile (!), e noto attaccato al frigo, sotto altre cartoline, un avviso di pagamento del bollo auto (o il suo equivalente inglese). Bollo scade il 31 luglio (in 3 giorni, di cui 2 di week end).

Mando un messaggio a Luca, giusto per controllare che l’avesse pagato, altrimenti non puoi manco lasciare la macchina per strada, e lui sta per raggiungere famiglia in vacanza tra 7 giorni!

Tutto sotto controllo, mi dice, ho pagato oggi, ma mi dice un’importo diverso da quello sull’avviso….cosa sospetta. Ok non chiedo altro, sa quello che fa.

Oggi mi telefona dall’ufficio e dice, controlli se per posta è arrivato il permesso di parcheggio che ho pagato ieri? Certo, ma allora il bollo non l’hai pagato. Il bollo, ma è una cosa diversa? Mannaggia a culonn’ qua si paga sempre, ma cosa devo fare per pagare, etc etc. Io che per 10 anni ci ho vissuto a Londra con macchina, gli spiego che ci vuole un MOT (tagliando annuale) valido e si fa tutto on line. Ottimo.

Luca, l’MOT valido ce l’hai, chiedo con forte sospetto!
Si si, penso di si, le carte stanno tutte in quel folder blu.
Controllo, e mi accorgo che l’MOT era scaduto 3 mesi fa! Per culo (suo) non l’hanno beccato, o sono multe salate! Ok Luca ti vado a fare l’MOT.

Trovo un garage con disponibilità in giornata (molti erano fully booked!), e vado.

Il tipo al garage molto simpatico ed efficiente, mi avvisa che ci vogliono 45 minuti (leggi più di 1 ora), ma c’è un cafe di fronte. Preciso siamo in una zona industriale appena fuori londra centro (North Acton).

Ottimo. Ho il mio libro, prendo un te ed aspetto.

Arrivato al cafe, non del tutto inaspettatamente, mi rendo conto che il cafe non è esattamente uno starbucks con wifi e poltrone in pelle, ma piuttosto un Cafe per camionisti e workmen con tavolozzi in legno, copie del daily mail (tabloid inglese, con sempre in pagina 3 una fanciulla che mostra i suoi assets!), e che serve fried breakfast.

Ok ci penso un attimo. É vero sono le 1045 ed io una piccola colazione l’ho già fatta, però vaffa il breakfast inglese che ti sistema per 12 ore o ti cura l’hangover (dicasi hangover quel mal di testa bestiale che ti viene la mattina dopo visita al pub più lunga del previsto!), questa va fatta.

Opto per breakfast 1, 3.90 pounds: salsiccia, pancetta, 2 uova, fagioli, 2 fette di pane al burro e te. Eh, non male come rapporto quantità prezzo, e devo dire che anche la qualità era ottima!

Eccovelo qui il breakfast 1.

Fried up breakfast

Il vociare dei camionisti è alto, le schifezze scritte sul daily mail incuriosiscono, il breakfast bello inzivato ma non troppo. Lascio il mio libro sulla globalizzazione e le sue bugie da parte, e mi sparo sta bomba di trigliceridi con gusto e delizia, sbirciando qualche tetta in 3a pagina 😉

Il prossimo anno ci torno io a fare l’MOT alla macchina di Luca!!

PS post scritto dal telefono, mentre si assesta quanto sopra, e la macchina viene finita….

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Siamo stati da poco per 2 giorni a Venezia. Beh che dire?
Bella? No bellissima. Cara? No carissima. Simpatici i veneziani? NO. ASSOLUTAMENTE antipatici, scorbutici e scortesi.

Ora, io capisco che vivere in un posto dove 365 giorni all’anno si è circondati da turisti di tutto il mondo, che non sanno e non capiscono, può stancare. È una bella palla dover spiegare le stesse cose a centinaia di persone ogni giorno. È anche vero che i turisti portano un pacco di soldi ai veneziani! Tutto costa tanto sia che sia in gestione privata che pubblica. Cioè per dirne un paio, la corsa unica sul vaporetto (il bus di Venezia) costa 6.50 euro! Una corsa, capito? Sali, fai 3 fermate e sei 6.50 euro più leggero nel portafoglio (certo puoi optare per il pass di 12 ore ti costa solo 16 euro!) . La biennale, costa 20 euro a cranio, grazie Sig. Sgarbi. Salita al campanile di S. Giorgio 5 euro, e se preferisci le scale…..sono chiuse, solo ascensore.
Ok va bene, tutto è caro, ma sai Venezia è unica, una perla, dove nell’entrarci sembra di saltare indietro nel tempo di 7 secoli. Ok mi va bene pagare per un’esperienza unica, impareggiabile, e che con buona probabilità non rifarò per altri 20 anni. Una sorta di investimento culturale e personale.

Bene, ora qual’è il mio cruccio con in veneziani? In media la mia esperienza recente, mi dice che nessuno gli abbia mai spiegato il concetto di customer service. Voi direte, ma che minchia vai dicendo? L’apri porta del vaporetto, la commessa al super mercato, il cameriere al ristorante, lo stacca biglietti al campanile, fanno un lavoro palloso e non gliene può fregar di meno del cliente. È vero, però al cliente che paga 6.50 per il privilegio di essere trasportato sul vaporetto gliene frega!

Ora non mi aspettavo, silver service, tappeto rosso e ferrero rocher! Semplicemente un per favore, uno scusi, anche solo un sorriso….niente di trascendentale, e soprattutto niente che costi molto, solo un minimo di educazione e cortesia.

Così vado alla coop a comprare dei panini, la commessa mi da il resto e mi cade la baconota da 5 euro tra le buste. Guardo il resto, faccio una pausa di conto mentale e chiedo alla signora con molto garbo: Io – scusi signora credevo di averle dato 20 euro, credo mi manchi del resto.

Lei – no, l’ho contato.

Io – (resomi conto dei 5 euro tra le buste) mi scusi ecco ho trovato la banconota, mi era scappata.

Lei – (quasi gridandomi) gliel’ho detto che avevo contato.

Io – si signora scusi non l’avevo visto, non si inalberi!

Lei – (sempre più acida) ma cosa vuole, l’ho contato il resto, cosa vuole, etc. Etc

Ok, sorrido, esco, penso che sarà il caldo.

Vaporetto. Arriva alla fermata, pronti a salire 10 giapponesi addormuti ma super educati e noi con passeggino. Facciamo scendere altri turisti, i giapponesi tentennano a salire aspettando un gesto dalla ragazza dell’ATV con occhiali fashion alla sbarra. Questa fa per chiudere la sbarra, al che io le faccio: perché non fa salire? La ragazza a 50 cm dalla mia faccia guarda di la e non risponde. Io ripeto, lei mi ignora! Alla fine il capitano, lascia la barca accostata e la sbarra si riapre, la ragazza imbronciata, anzi incazzata mi guarda e fa “se non vi sbrigate a salire!” tra lo stupore e la perplessità dei giapponesi che non avevano capito una mazza di cosa stava succedendo!

Campanile di S Giorgio. Biglietteria per ascensore. Nonnetta di 65 anni con nipote di 11 francesi, davanti a me. Chiedono stentati in italo francese (!) il costo. Il bigliettaio, sui 30 anni, mentre guarda da un’altra parte e totalmente scazzato “5 euro c’è scritto no?!” la signora cerca di chiedere se ci sono scale o sconti studenti. Il tipo gridando “ma che sconti, sono 5 euro. A Parigi pagate 5 euro un caffè e qui volete sconti”. La nonnetta atterrita caccia 10 euro e passa. Io allibito, dico al tipo, sa voi fornite anche un servizio al turista non solo biglietti. Lui mi guarda stupito “guarda anche se costa 1 euro chiedono lo sconto, etc etc” io lo guardo, sorrido, e penso, che troglodita! Poi in fila chiedo scusa in francese alla nonnetta per la maleducazione del bigliettaio. La nonnetta mi sorride e parliamo 5 minuti.

Tutti e due siamo concordi sul fatto che a Venezia non hanno bisogno di vendere la città. I turisti vengono lo stesso, qundi fanno quel che gli pare e trattano la gente come gli pare, tanto ci viene lo stesso!

Di piccoli aneddoti così ce ne sono capitati altri in 48 ore. L’unico gentile è stato il gondoliere giovane a 60 euro per 40 minuti di giro (prezzo super scontato, e non a nostra richiesta, perché faceva un caldo boia alle 2!).

È la morale che il soldo paga la gentilezza? Forse, ma per me no! A Venezia anche quando paghi ti trattano una merda…..