Siamo stati da poco per 2 giorni a Venezia. Beh che dire?
Bella? No bellissima. Cara? No carissima. Simpatici i veneziani? NO. ASSOLUTAMENTE antipatici, scorbutici e scortesi.

Ora, io capisco che vivere in un posto dove 365 giorni all’anno si è circondati da turisti di tutto il mondo, che non sanno e non capiscono, può stancare. È una bella palla dover spiegare le stesse cose a centinaia di persone ogni giorno. È anche vero che i turisti portano un pacco di soldi ai veneziani! Tutto costa tanto sia che sia in gestione privata che pubblica. Cioè per dirne un paio, la corsa unica sul vaporetto (il bus di Venezia) costa 6.50 euro! Una corsa, capito? Sali, fai 3 fermate e sei 6.50 euro più leggero nel portafoglio (certo puoi optare per il pass di 12 ore ti costa solo 16 euro!) . La biennale, costa 20 euro a cranio, grazie Sig. Sgarbi. Salita al campanile di S. Giorgio 5 euro, e se preferisci le scale…..sono chiuse, solo ascensore.
Ok va bene, tutto è caro, ma sai Venezia è unica, una perla, dove nell’entrarci sembra di saltare indietro nel tempo di 7 secoli. Ok mi va bene pagare per un’esperienza unica, impareggiabile, e che con buona probabilità non rifarò per altri 20 anni. Una sorta di investimento culturale e personale.

Bene, ora qual’è il mio cruccio con in veneziani? In media la mia esperienza recente, mi dice che nessuno gli abbia mai spiegato il concetto di customer service. Voi direte, ma che minchia vai dicendo? L’apri porta del vaporetto, la commessa al super mercato, il cameriere al ristorante, lo stacca biglietti al campanile, fanno un lavoro palloso e non gliene può fregar di meno del cliente. È vero, però al cliente che paga 6.50 per il privilegio di essere trasportato sul vaporetto gliene frega!

Ora non mi aspettavo, silver service, tappeto rosso e ferrero rocher! Semplicemente un per favore, uno scusi, anche solo un sorriso….niente di trascendentale, e soprattutto niente che costi molto, solo un minimo di educazione e cortesia.

Così vado alla coop a comprare dei panini, la commessa mi da il resto e mi cade la baconota da 5 euro tra le buste. Guardo il resto, faccio una pausa di conto mentale e chiedo alla signora con molto garbo: Io – scusi signora credevo di averle dato 20 euro, credo mi manchi del resto.

Lei – no, l’ho contato.

Io – (resomi conto dei 5 euro tra le buste) mi scusi ecco ho trovato la banconota, mi era scappata.

Lei – (quasi gridandomi) gliel’ho detto che avevo contato.

Io – si signora scusi non l’avevo visto, non si inalberi!

Lei – (sempre più acida) ma cosa vuole, l’ho contato il resto, cosa vuole, etc. Etc

Ok, sorrido, esco, penso che sarà il caldo.

Vaporetto. Arriva alla fermata, pronti a salire 10 giapponesi addormuti ma super educati e noi con passeggino. Facciamo scendere altri turisti, i giapponesi tentennano a salire aspettando un gesto dalla ragazza dell’ATV con occhiali fashion alla sbarra. Questa fa per chiudere la sbarra, al che io le faccio: perché non fa salire? La ragazza a 50 cm dalla mia faccia guarda di la e non risponde. Io ripeto, lei mi ignora! Alla fine il capitano, lascia la barca accostata e la sbarra si riapre, la ragazza imbronciata, anzi incazzata mi guarda e fa “se non vi sbrigate a salire!” tra lo stupore e la perplessità dei giapponesi che non avevano capito una mazza di cosa stava succedendo!

Campanile di S Giorgio. Biglietteria per ascensore. Nonnetta di 65 anni con nipote di 11 francesi, davanti a me. Chiedono stentati in italo francese (!) il costo. Il bigliettaio, sui 30 anni, mentre guarda da un’altra parte e totalmente scazzato “5 euro c’è scritto no?!” la signora cerca di chiedere se ci sono scale o sconti studenti. Il tipo gridando “ma che sconti, sono 5 euro. A Parigi pagate 5 euro un caffè e qui volete sconti”. La nonnetta atterrita caccia 10 euro e passa. Io allibito, dico al tipo, sa voi fornite anche un servizio al turista non solo biglietti. Lui mi guarda stupito “guarda anche se costa 1 euro chiedono lo sconto, etc etc” io lo guardo, sorrido, e penso, che troglodita! Poi in fila chiedo scusa in francese alla nonnetta per la maleducazione del bigliettaio. La nonnetta mi sorride e parliamo 5 minuti.

Tutti e due siamo concordi sul fatto che a Venezia non hanno bisogno di vendere la città. I turisti vengono lo stesso, qundi fanno quel che gli pare e trattano la gente come gli pare, tanto ci viene lo stesso!

Di piccoli aneddoti così ce ne sono capitati altri in 48 ore. L’unico gentile è stato il gondoliere giovane a 60 euro per 40 minuti di giro (prezzo super scontato, e non a nostra richiesta, perché faceva un caldo boia alle 2!).

È la morale che il soldo paga la gentilezza? Forse, ma per me no! A Venezia anche quando paghi ti trattano una merda…..

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