Nella mia settimana londinese ho avuto modo di usare le bici a nolo che il sindaco di Londra (Boris Johnson, da cui il nome colloquiale delle bici) ha introdotto qualche anno fa. L’idea e’ ben congeniata ed affatto unica, anzi a Milano, dove ero appena qualche settimana prima, c’e’ un sistema simile, che pero’ non ho provato e non so quanto accessibile all’utente saltuario.

Quelle di Londra funzionano cosi. Sparse per il centro di Londra, diciamo un raggio di 5/6 km da Trafalgar Square, ci sono varie “docking station” con un terminale. L’utente anche saltuario, inserisce la carta di credito, si registra con il sistema, sceglie quante bici vuole (max 4) e viene rilasciato un bigliettino con un codice numerico. Ti scegli la bici, inserisci il codice, tiri fuori la bici dal “rack”, regoli l’altezza del sedile e via pedali! La bici ha 3 marcie ed ha rapporti molto (moooolto) leggeri da spingere, un cestello davanti, ed un porta pacchi dietro con cimetta elastica, luci posteriori lampeggianti, ed un campanellino. Pesano abbastanza ma l’idea e’ di usarle per brevi tragitti ed a Londra non ci sono grandi salite!

Boris Bikes - dal sito Tfl

Il tariffario e’ congeniato bene ed incentiva l’uso frequente e per brevi durate. L’utente saltuario paga £1 per avere accesso per 24 ore al sistema; poi i primi 30 minuti di ogni bici presa nelle 24 ore sono gratis, i 30 minuti successivi costano £1, i 30 successivi £4, e poi si sale fino a £50 ore 24 ore. Inizialmente ero rimasto perplesso, non si premia l’uso prolungato con uno sconto. Poi effettivamente, pensandoci il tutto ha senso. Il sistema premia chi prende la bici, la usa per spostarsi 2/3 km massimo e la posa al terminale. Poi fa quello che deve fare e ne prende un’altra. Cosi ci sono piu’ bici a disposizione degli utenti e nessuno se la tiene per 10 ore usandola pero’ solo per 10 minuti. E’ molto utile per gli spostamenti da stazioni ferroviarie o della metro a posti di lavoro o commerciali. Esempio tipico, e il bel banchiere sui 50 che vive fuori Londra, prende il treno fino a Waterloo Station, si piglia la Boris bike, arriva nella city in 10 minuti (saranno 2 km massimo) e la lascia ad una docking station li…..poi fa il contrario quando va a casa. Cosi, la massima mens sana in corpore sano sembra piu’ realistica.

Per completezza e’ bene sottolineare che per utenti regolari per £45 all’anno si possono registrare con Transport for London (che gestisce il sistema), e gli viene data una chiavetta che concede l’utilizzo immediato della bici senza dover fare tutta la menata della registrazione al terminale.

Essendo nell’era informatica, era ovvio che varie applicazioni siano state sviluppare per dirti quante bici sono disponibili alla docking station piu vicino a te e quanti spazi liberi al terminale dove vuoi lasciare la bici. Queste informazioni in tempo reale sono sul sito di TfL, ma anche tramite applicazioni che si scaricano a costo irrisorio per iphone, Blackberry, etc.

Insomma il sistema a mio avviso e’ congeniato bene, incentiva l’uso della bici come mezzo per spostarsi nel raggio di 2/3 km, ma ovviamente non e’ perfetto!

In primis, c’e’ un problema sicurezza. A Londra la bicicletta e’ diventata molto diffusa come mezzo di trasporto per il “commuting” quale che sia il tempo. Le Boris bikes aggiungono ciclisti sulle strade londinesi, ma non tutti molto esperti, ed alcuni, soprattutto i tanti turisti che le usano, credono di essere a fare la scampagnata alla reggia di Caserta. Le strade di Londra sono sicure, ma trafficate. Ci sono tanti bus pubblici che vanno veloci per rispettare i loro incentivi di puntualita’; ci sono tanti tassisti che vanno veloci perche’ sono i padroni della strada e ucciderebbero tutti quello che non li usano…ciclisti primi!; ci sono le macchine private che van veloci perche’ la strada e’ loro e sono scazzati da una giornata in ufficio e vogliono arrivare presto a casa a farsi la birretta; ci sono i veicoli che fanno le consegne e lavoretti vari che se ne fregano di niente e di nessuno tanto loro sono di solito grandicelli di stazza!

Insomma, e’ vero che studi accademici hanno dimostrato che per i ciclisti c’e’ “safety in numbers”, ma io nella settimana che ho usato le Boris bike ho visto qualche situazione abbastanza pericolosa. Sarei curioso di sapere quanti infortuni/incidenti l’anno ci sono ora con piu’ bici in giro. Devo anche dire che i regular commuter sulle bici vanno veloci, molto veloci, e basta un niente per fare un bel volo con conseguenze talvolta tragiche. Almeno gli utenti delle Boris bike non possono andare veloce perche’ la bici non consente….vi assicuro e’ impossibile a meno che non si riesca a tenere una cadenza di 150 rpm!

In secundis, le bici non di proprieta’ si rompono facilmente, ed altrettanto i porta bicicletta dato l’uso estensivo. Gli amanti delle bici come me, forse nel vedere una rondella che si sta svitando o una leva freno malmessa, cercano di sistemarla alla meno peggio. Altri no e non posso biasimarli. Ai terminali spesso ci sono 1 o 2 bici fuori uso per un motivo od un altro. E’ normale che cio’ succeda, ma quando e’ l’ultima bici disponibile un po una fregatura.

In terzis, il sistema non e’ auto equilibrante….che maronna significa?!?! Significa che la mattina ci sono tante bici disponibili alle stazioni, ma poi durante il giorno magari solo la meta’. Il flusso non e’ sempre simmetrico, ed e’ vero che ce ne sono tante in giro, ma a volte la maggior parte delle Boris bike sono concentrate in poche zone. Per ovviare a questo problema ci sono dei furgoncini che le redistribuiscono per quanto possono durante il giorno ed in base ad i maggiori punti di domanda. Di nuovo se ne hai bisogno, spesso e’ nell’ora di punta e nella zona di punta…quindi la bici non c’e’!

Il mio amico Luca, dopo un tentativo fallimentare di utilizzarle rientrando dal pub, ha giustamente detto “ste bici sono come la metro, funzionano benissimo fuori peak hour!”. Ok non gli posso dar totalmente torto, ma e’ anche vero che avevamo cercato di prenderle alle 9.30 di sera, di una giornata stupenda con condizioni ideali per ciclisti, dalla city di londra, fuori a una piazzetta con svariati pub. Chances molto poche. Devo dire una l’avevamo rimediata, ma poi per galanteria l’abbiamo ceduta ad una giovincella che andava….a Waterloo station.

Certo l’estate queste bici hanno utilizzo massimo a Londra, pero’ pare che anche d’inverno, a meno che non piova vengano usate. A me sembra una buona idea, certamente che non risolve il problema traffico da sola, ma che aiuta. Diciamo fa parte del mix di soluzioni che se pensate bene possono aiutare a ridurre il traffico di macchine, a rendere la citta’ piu’ pulita, silenzionsa e piacevole da girare.

Annunci