Ieri, avendo fatto le ore tarde nella notte, in gentile (!) compagnia del mio computer a calcolare quanti posti macchina sono necessari per un nuovo development di 300,000 persone in Cina, ho deciso di mandare tutto a quel paese (Cina!) ed andarmi a fare una corsetta scaccia pensieri.

Di solito le mie corsette mi portano nel parco del Presidio a San Francisco, che e’  dietro casa e bello, ma pieno di salitoni. Ieri pero’ volevo meno salite e piu’ esplorazione, cosi’ ho pensato di andare al Golden Gate Park, circa 2 km da casa nostra. Siamo sicuramente viziati qui con tanta scelta di ottima qualita’!

Il Golden Gate park, e’ una macchia verde enorme, rettangolare di forma, che parte dall’oceano e si estende per circa 5 km verso  la citta’. Se lo visitate ora, non credereste che quando fu creato nel 1870 era praticamente una serie di dune di sabbia arida e spazzata dal vento. L’ingegniosita’ di un tale William Hall e il suo assitente John MacLaren, hanno fatto si che le dune si trasformassero in colline; l’aridita’ fosse rimpiazzata da laghetti e corsi d’acqua; gli arbusti selvatici marini affiancati da alberi verdissimi, praterie e giardinetti di piante colorate.

Nel parco, ci sono musei, parchi giochi per bambini, un piccolo orto botanico, tante statue e sculture che celebrano vari personaggi (tra i piu’ disparati), campi da tennis e baseball, ma e soprattutto c’e’ tanto spazio verde da esplorare.

Corro fino al parco, entro da Arguello Boulevard, e mi infilo nel primo stradino sterrato che trovo in mezzo al boschetto. Avevo detto che volevo un po di esplorazione a parte l’esercizio fisico 😉 Lo stradino l’avevo notato in precedenti visite con i bimbi, perche’ avevo visto altri podisti usarlo ma non avevo la piu’ pallida idea di dove portasse e come fosse. Ad ogni modo lo seguo, grosso modo in direzione ovest. Ad ogni piccolo dosso o valle trovavo qualcosa di diverso. La pista per le BMX con tanto di salti e curve paraboliche inquattata tra alberi alti e fitti, la “prayer book cross” che commemora l’uso del “book of common prayers” da parte del cappellano di Sir Francis Drake nel 1580, un piccolo boschetto con gente che meditava, un paio di “case all’aperto” presumo opera di qualche senzatetto locale, un paio di laghetti di cui non conoscevo l’esistenza con tanto di paperelle ed un uccello tutto bianco con gambe lunghe e becco ancor piu’ (non ci capisco di uccelli!), e poi sempre piu’ cose nuove.

La curiosita’ mi spingeva ad inoltrarmi sempre piu’ in trails piu’ o meno definiti, e ad abbandonare la strada asfaltata che bene o male conoscevo gia’. Le gambe anche! Alla fine ho corso per appena piu’ di 14 km ed ho visto in ordine piu’ o meno cronologico (!):

pista bmx, prayer book cross, piccolo campo golf, laghetto con barca a motore radiocomandata che sfrecciava vicino a barche a vela radiocomandate super tecniche (!), recinto con bisonti americani, play ground per cani (!), recinto dei cavalli della polizia (mizzica se sono grossi), l’angling pool ossia una serie di vasche dove gente praticava a fare entrare la lenza in dei cerchi a varia distanza (!!), tour su bighe elettriche, piu’ vari laghetti, tanti seniteri e sentierini nei boschi, ah quasi dimenticavo uno dei 2 mulini a vento che origniariamente pompavano l’acqua nel parco dai pozzi vicino al mare, una cascata artificiale…….

Insomma la corsetta mi ha sicuramente rinfrescato la mente.

PS avrei tanto voluto avere una macchina fotografica con me, ma ero uscito per correre non per un reportage 😉