gennaio 2012


Ieri, sotto pressione di mia moglie, sono andato da Costco. L’esperienza e’ stata positiva e  traumatica allo stesso tempo.

Iniziamo in ordine pero’. Cosa e’ Costco? E’ il piu’ famoso cash and carry americano che opera anche in altri paesi (UK, Giappone, Mexico, Australia e 2/3 altri); si diventa membri della “warehouse” al modico (!) prezzo di 55$ per tessera/anno (sono individuali con tanto di foto); si ha accesso ad una vasta gamma di prodotti a prezzi competitivi; si compra in quantita’ industriali.

Perche’ mia moglie voleva fortemente andarci? Non lo so ancora, ma si era fissata che conveniva, che ci sono prodotti a noi utili, che la membership non sia tutto sommato cosi cara. Il cosidetto “nail in the coffin” me l’ha dato un suo collega, che tra un sorso ad una birra ed un morso alla pizza (pizzeria nuova a SF alquanto buona!), disinterressato lanciava pillole di saggezza sulla grandezza di Costco. Il collega in effeti lavora per mia moglie quindi non so se stesse cercando di impressionare il boss…ma ne dubito.

Vabbe’, come sono andate le cose, ci servivano dei prodotti per la casa, e’ ho pensato fosse la scusa giusta per andare a provare Costco. Beh gia’ qui primo errore! Dato che ho dovuto fare la executive membership (cosi anche mia moglie ha la tessera), costo di partenza e’ 110$…. ok spalmati su 12 mesi, e con un buono di 20$ da spendere. Ma sempre 110$, quindi andare una volta sola non conviene, ora ci torneremo!

Il magazzino Costco (perche’ quello e’, un magazzino non un negozio) e’ sulla strada per scuola di mio figlio. Quindi decisamente conveniente. Aspetta gli orari di apertura sono diversi a seconda della membership, ma noi siamo executive quindi siamo a posto.

Apertura alle 10. Il tempo che faccio la membership sono le 10.10 di un Lunedi, e c’e’ un bordello di gia’. Ammazza che turnover. Prendo il carello, una sorta di SUV, ed entro. Maronna mia qua muoio.

Ok, io ho una totale avversione allo shopping. La mia treshold e’ 5 minuti, a meno che non sia in un negozio di sport dove si alza a 50 minuti 😉 Al supermercato ci vado, anche con piacere, con la mia lista della spesa, perche’ si deve pur mangiare e mi piace cucinare.

Ma Costco e’ na roba folle. Il cibo e’ solo parte delle offerte. Ci sono televisioni, maglioni, roba per la macchina, telefoni, PC, orologi, roba per lo sport, etc. etc. Inizio a zonzolare nel magazzino cercando la sezione cibo. Eccola li. File di frigoriferi lunghi come piscine olimpioniche piene di roba in pacchi MAXI. Minchia tutto e’ in confezione esercito. Hai bisogno di frigoriferi a casa enormi, e di armadietti grandi come la stiva di un Hercules, per sistemare lo shopping. Cerco invano confezioni piccole, o almeno un po piu’ piccole. Se compri della roba che non ha mai provato prima e poi non ti piace cosa fai? la butti? io non ce la farei. Vassoi di carne pre-confezionata che sembrano vitelli interi. Il pane viene in 2 bustoni con 70 fette….minchia quanto pane devo mangiare perche’ non vada a male! Ok mi aggiro tra i corridoi, prendo quello che devo prendere cercando di non strafare e di non prendere roba inutile. Carico il mio carrello SUV con il classico paccone da 44 rotoli di carta igienica (e cosi il culo e’ a posto fino al 2013), bottiglia di sapone per le mani da 3 litri ( e vai…almeno questo e’ environmentally friendly perche’ incentiva il re-fill), barrette alla frutta per i bimbi da 50 pezzi, etc. etc. tutto come da lista spesa, a parte che ho cannato il tipo di shampo ed ora ho 1 litro e mezzo di Head and Shoulder per capelli con forfora, che mia moglie non ha e neanche io che di capelli ne ho ben pochi!!! Totale spesa 295$ (incluso buono 20$). Minchia.

Allora, il concetto di Costco e’ semplice ed efficace. Grandi confezioni; poche linee prodotti; niente scaffali si prende direttamente dai cartoni sui pallet di consegna; pagamento in contante o con bancomat (quindi come contante anzi meglio perche’ meno costi di gestione cash); membership che incentiva a ritornare; prezzi competitivi. Bravi.

Beh qual’e’ il problema? Il sistema spinge a comprare piu’ di quello che serve, e sarei curioso di vedere quanti dei prodotti comprati vengono buttati nel cestino. Tratta il mangiare semplicemente come un bisogno fisiologico e non un piacere (filosofizzo a cazzo ….. ve lo concedo). Incita al consumismo nel senso piu’ basso del termine. Tutto ha valore unitario relativamente basso, quindi invita a compare comprare comprare, inducendo quello che credo si chiami domanda latente….ossia non eri andato li per comprarti la bilancia digitale, ma la volevi comprare da 1 anno, costa 15$ con sconto, la prendi. Ora la bilancia a casa non l’avevamo quindi diciamo ci puo’ essere utile, ma sono sicuro che se uno non si contiene, puo tornare alla macchina con il carrello SUV pieno di cagate totalmente inutili o non necessarie.

Insomma ci tornero’ da Costco? Per forza che ci torno, ora devo ammortizzare i 110$ di membership, e mi sono gia giocato la carta … igienica 😉 Sono uscito in una sorta di trance (non piacevole), comprare cosi mi spaventa! Capisco un poco, ma molto poco, come funziona il tutto, quindi la prossima volta meno panico. Beh vedremo quando ci torno!

PS: da Costco si trova la mozzarella della Fattoria Garofalo (di Capua) e la pasta Garofalo di Gragnano (ma pochi tagli ed in cofezioni miste, scelte a cacchio da loro, da sei pacchi)!

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Vi chiederete, ma non e’ che cominciamo il 2012 con una diatriba sui pro e i contro del federalismo? che palle?! Bene state tranquilli, qui si parla di FUOCHI d’ARTIFICIO!!!

Ebben si, i fuochi, i botti, i tric-a-trac, i rauti, le girandole, i vesuvi, le bombe Cavani…..

Per Capodanno siamo stati a Napoli. Ed il Capodanno a Napoli per me, a parte la famiglia, gli amici, il cibo in quantita’ gargantuesche, e’ soprattutto i botti di fine anno. Non sono uno di quelli che da piccolo o grande spendeva centinaia e centinaia di Euro (o migliaia di Lire vecchie) per i botti. Pero’ qualcuno lo sparavo con molto piacere, e assistere allo spettacolo di fine anno a Napoli e’ per me sempre un momento speciale. Sono fortunato che i miei hanno un bellissimo terrazzo nel centro di Napoli, da dove si vede tutta Napoli, Vesuvio e zona costiera; il 31 a mezzanotte il cielo e pieno di colori, l’aria ha un odore di bruciato e di sparo, si sentono botti (del tipo bbbboooummmmm) in continuazione, sulle pendici del nostro bel vulcano ci sono una miriade di deflagrazioni colorate. Lo spettacolo e’ incredibile e dura per ore. Quest’anno i primi botti seri sono iniziati alle 6 pm (prima di sedersi a tavola); verso le 8 si sono calmati; poi alle 11.30 sono ripresi, a mezzanotte erano ovunque, ed alle 2 am ancora si sparava. Tengo a precisare che i fuochi ufficiali organizzati dal Comune iniziano all’1.30 am. Prima non si vedrebbero neanche data la calotta di fumo che avvolge Napoli.

Ora che c’entra la centralizzazione o meno dei fuochi? c’entra e come.

I fuochi d’artificio sono pericolosi. Questo e’ un fatto che ritengo incontestabile. Ovviamente il pericolo in parte sta nell’utente e non nello strumento in se, ma senza dubbio chi gioca col fuoco rischia. C’e’ quindi una scuola di pensiero che sostiene che i fuochi d’artificio debbano  essere lasciati agli esperti. I fuochisti, preparano le batterie di fuochi, provvedono a sgombrare il campo da persone, accendono i fuochi e gli spettatori si godono lo spettacolo a distanza di sicurezza.

I fuochi d’artificio sono esilaranti. Certo i bambini all’inizio si spaventano per il rumore, gli adulti si incazzano quando il ragazzino gli tira le miccette tra i piedi, pero’ complessivamente il fuoco d’artificio ha una sua magia. Fa rumore, fa colore, fa odore. Bisogna trafficare con accendini e fiammiferi. Si ha per un solo istante il potere di far saltare qualcosa in aria e di focalizzare l’attenzione (e le jastemmie) di tutti gli astanti su di se! C’e’ il rischio di farsi male, e come spesso quando c’e’ rischio c’e’ adrenalina in circolo nel corpo! Il rischio e’ alquanto calcolato, ma e’ facile farsi prendere la mano (letteralmente!).

Se facciamo un discorso economico (non finanziario) chiaramente i fuochi d’artificio sono una roba abominevole. Costano tanto allo stato  in termini di ospedalizzazioni, ambulanze, pompieri, pulizia, etc.; e producono niente dato che la felicita’ non conta, non avendo noi un indice di felicita’ nazionale come in Bhutan, e i fuochi sono ormai quasi esclusivamente prodotti in Cina. Se facciamo un discorso finanziario, i fuochi d’artificio sono cari ed e’ tutto denaro che va letteralmente in fumo! Pero’ ci sono sempre quegli aspetti intangibili della nostra esistenza che non hanno prezzo e che ne conti economici ne finanziari potranno mai catturare.

Bisogna centralizzare o decentralizzare i fuochi di fine anno? Bisogna lasciare gli esperti del comune a fornire l’atmosfera di fine anno, o ai milioni di cittadini dell’aerea vesuviana? Una batteria da 10 minuti ben organizzata sul lungomare di Napoli, o migliaia di botti in giro per la citta’ e periferia?

DECENTRALIZZAZIONE. DECENTRALIZZAZIONE. DECENTRALIZZAZIONE.

Beh, avrete capito quale scuola di pensiero e’ a me piu’ consona 😉

Non c’e’ verso di convincermi. Lo so che e’ pericoloso, lo so che economicamente e finanziariamente non ha senso…..lo so, lo so, lo so. Pero’ i fuochi di fine anno a Napoli sono una di quelle tradizioni intramontabili e che per poche ore rendono Napoli spettacolare. Tutto il marasma, il casino, il bordello che di solito regna nelle vite quotidiane dei napoletani, viene trasferito per poche ore nel cielo e nei balconi. SI e’ un casino. Un amico inglese tanti anni fa mi aveva detto……oh my God, this is like being in Beirut (si riferiva al Libano sotto guerra). Beh si sembra un attacco missilistico, ma senza le stesse catastrofiche conseguenze.

Semel in anno licet insavire.

Alcuni comuni campani, ed altri in Italia, hanno bandito i fuochi d’artificio quest’anno. Bravi, sicuro i loro cittadini hanno passato un capodanno sereno, quieto e totalmente privo di adrenalina!!!!!

PS ho scaricato i mini video di capodanno…. qualita’ bassa, operatore scadente, pero’ alzate un po il volume del PC e poi mi dite 😉