Stamane apro il giornale (il San Francisco Chronicle) e’ in prima pagina articolo: “State controller: California is running out of cash”. O’ maro’ ma che e’ la Grecia…..vulissi che vulissi che il mito californiano sia solo un mito, ed in effetti stanno piu’ inguaiati degli europei (almeno quelli dell’europa mediterranea!).

Allora mi son ben letto l’articolo, e fatto i miei compitini per evitare di scrivere strunzate ed informarmi per interesse personale. Tra l’altro qualche mese fa su L’Economist c’era uno special molto interessante sulla California che in parte toccava il problema del budget dello stato.

Tecnicamente se un’organizzazione, pubblica o privata che sia, non ha soldi per pagare i conti a fine mese si puo’ definire in bancarotta. Ovviamente nel settore pubblico, lo stato interviene prestando soldi, finche’ come nel caso della Grecia, i soldi sono proprio finiti, nessuno vuol prestarne altri ed allora si e’ veramente in braghe di tela.

Ora come ci e’ finita la California (ottava economia mondiale e con 37 milioni di abitanti) in questa situazione? E come si tira fuori da questa empasse?

Come ha fatto a finire i soldi la California? E’ una questione di timing. Ci sono conti da pagare con le tasse riscosse, ma se pagamenti ed introiti non sono in sincronia, si finisce per battere cassa. Cosi in California il controller (ossia il contabile dello stato) fa notare che a inizio Marzo finiranno i soldi, e per 7 settimane tocca fare paghero’. Ebbene si, i lavori pubblici si fermano tutti, i fornitori non vengono pagati, si prendera’ a prestito per far da ponte, e poi la macchina si riavvia. La situazione non si verifica per la prima volta quest’anno, e lo stato della California ha sempre pagato i debiti ed i conti. Diciamo sanno gia come andarsi ad apparare.

Ma come puo’ essere che uno stato ricco come la California si riduca a questa situazione poco piacevole. I motivi sono vari, e non pretendo di essere un esperto in materia, ma in parte quello che ha portato a questa situazione e’ il sistema di democrazia adottato. Vi chiederete, ma che minchia stai dicendo?!?! Ok, vige in California (ed altri stati americani) il sistema delle initiatives e propositions. Praticamente se una persona o gruppo vuole un emendamento alla costituzione o allo statuto dello stato, lo puo fare raccogliendo firme. Basta raccogliere firme dal 5% o 8% ( a seconda se statuto o costituzione) degli elettori della precedente elezione, perche’ l’emendamento venga proposto come referendum. Nel referendum, basta che i “SI” superino i “NO” perche’ l’emendamento divenga legge, o come si dice qui la Proposition sia passata. Tenete presente che i voti contati sono solo di coloro che votano sul referendum a perscindere dal numero di elettori complessivi, quindi basta anche un misero 1-0 od un  2-1 per far passare una proposition.

Le proposition ed initiatives sono una forma di democrazia popolare, che doveva servire a controllare chi al potere ed a tenere sotto occhio chi voleva farsi leggi ad personam o a cazzo! Ogni volta che vado a fare la spesa c’e’ un tipo con lavagnetta che mi propone di firmare la petizione per no so, abolire la pena di morte, far abbasssare il prezzo delle assicurazioni, salvare i parchi naturali, etc. etc. (io non posso firmare in quanto non elettore californiano). Spesso sono cause giuste e con le quali uno puo’ spesso essere concorde. Una delle proposition piu’ famosa qui e’ la proposition 13 del 1978. Un certo Jarvis non voleva che le tasse sulle case aumentassero. Fece una campagna a tappeto, raccolse le firme necessarie, ed ancoro’ la tassazione sulla casa all’1% del valore dell’immobile (rivalutato solo se cambia proprieta’!), inoltre per non farsi fotter in altro modo, inseri’ anche una super majority dei 2/3 per alzare qualisasi altro tipo di tasse!!! Quindi da decenni, i repubblicani all’opposizione in California, votando compatti e rappresentando appena piu’ di 1/3 nel parlamento dello stato, riescono a bloccare qualsiasi aumento delle tasse. Il problema fondamentale delle proposition come sono poi state interpretate e propagate, e’ che decidono come devono essere spesi i soldi senza ricercare il pareggio del bilancio, e soprattutto eliminando l’accountability di chi governa. Il governo statale ha controllo su circa il 10% del budget il resto…..e’ stato gia deciso dalle propositions giuste o di parte che siano! Bisogna menzionare che la raccolte firme per le initiatives e’ diventato ormai un business, con agenzie che si fanno pagare un tanto a firma. Basta che una lobby abbia i soldi giusti per pagare piu’ persone con lavagnette, e le firme escono.

Cosi, in questo sistema, teoricamente perfetto, ma in pratica disfunzionale, la California, che comunque ha un livello di tassazione piu’ alto di altri stati americani, si trova a rimanere senza soldi per pagare i conti! Il deficit dello stato e’ estimato sui 25 miliardi di dollari….non bruscolini. La California non e’ in bancarotta, perche’ riesce sempre a prendere a prestito per coprire le sue posizioni, ed ogni tanto riesce ad avere influssi di capitale una tantum che la risollevano, pero’ la situazione non e’ rosea.

Bon, sto post sara’ proprio una palla da leggere pero’ per me e’ stato informativo capire che non e’ sempre piu’ verde l’erba del vicino 😉

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