marzo 2012


“Non si preoccupi, se non li troviamo, tra 3 o 4 settimane la chiamiamo. Arrivederci.” Cosi il ragazzo della sezione sci di Sports Basement mi ha liquidato la settimana scorsa.

Un paio di settimane fa siamo andati a sciare qui a Tahoe. Posto di montagna nella Sierra molto pittoresco. Il lago Tahoe e’ circondato da montagne sui 2000 e passa metri….quindi scii e vedi il lago…non male. Quest’anno neve ce n’e’ poca, ma abbastanza per sciacchiare, soprattutto abbastanza per intordurre i pargoli allo sci.

Ovviamente, sciare e’ uno sport costoso, per chi vive in citta’. Non solo alle montagne ci devi arrivare, fittare casa (o albergo che sia), ma devi anche comprare tutta una serie di equipaggiamento che usi poco e niente ogni anno. Ad ogni modo, data l’astinenza degli ultimi 4 anni in India, decidiamo che quest’anno la sciata s’adda fa’.

Parentesi, in India si puo’ sciare. Gulmarg in Kashmir il posto migliore. Montagne da paura, pochissima gente (50 sciatori al giorno), una cabinovia che ti porta a 4000 metri. Non adattissimo ai principianti pero’, o i bambini….per il momento, e speriamo per un altro bel po di anni.

Comprare abbigliamento ed equipaggiamento vario da sci per bambini di 3 e 5 anni (come i nostri) e’ quasi follia, dato che la stagione successiva sono gia’ fuori taglia. Un po avevamo rimediato da mia sorella l’estate scorsa, ma per dimostrare il teorema di cui sopra, gia quella roba andava piccola.

A San Francisco c’e’ una catena di negozi multisport che si chiama Sports Basement. E’ una sorta di Decathlon ma con roba di qualita’ migliore, non monomarca, ma con prezzi veramente buoni. Devono comprare talmente tanto all’ingrosso, ed avere un giro d’affari cosi grande, da poter permettersi di avere sempre offerte, saldi, specials, o comunque prezzi molto competitivi. Mi armo di coraggio e riesco a trovare giacche, pantaloni, guanti, mascherine, etc. etc. per i figliuoli a prezzi veramente stracciati (tipo 40$ una giacca da neve ottima). La cosa piu’ incredibile pero’ e’ l’affitto di sci e scarponi. Per scarponi, sci e bastoncini per i piccoli sono 30$ per 6-12 giorni (e non contano il giorno di pick up  e rientro). Insomma 2 settimane ti costano 30$! Incredibile. Per gli adulti (noi avevamo gia’ gli scarponi) 30$ paio di Atomic senza lode senza infamia, nuovi, per 2 settimane. In piu’ il valore che spendi per noleggio ti viene accreditato se compri sci/scarponi nuovi (in toto senza limite). Come maronna fanno, non lo so. Presumo che abbiano un buon accordo con Atomic, e che usino il noleggio come specchietto delle allodole per poi venderti le giacche, guanti e quant’altro.

Ad ogni modo, il perche’ ed il per come sono irrilevanti, quello che conta e’ che per la modica cifra di 120$ ero riuscito ad affittare tutto l’equipaggiamento per far sciare una famiglia (la mia) per 5 giorni e piu volendo! Per la prima volta sono uscito da un negozio (cosa che non succede molto spesso) contento.

La settimana stava procedendo per il meglio, quando durante una sosta pranzo galeotta, qualcuno si e’ ciullato gli sci di mio figlio. Porca l’oca. A parte l’incazzatura iniziale (sapete, andare dove lasci una cosa tua e non trovarla piu’) c’era la “inconvenience” pratica. Il uaglione voleva sciare ancora, ed eravamo solo a mezza setimana. Ecco, il piacere di aver lasciato sport basement leggero solo di 120$ in tasca ma carico di sci, lasciava gia’ un sapore amarognolo sulla bocca. In effetti di sci Atomic rossi, misura 100 cm, con lo sticker verde Sport Basement ce n’erano 100!!! e si, non siamo mica gli unici furbi a sapere di Sports Basement. I furbi veri pero’ mettono un bel pezzo di nastro sullo sci e ci scrivono il nome, cosi nessuno li piglia per sbaglio! Eh si, perche’ la gentile signora degli ogetti smarriti (si, te l’immagini in Italia?!) ci rassicura che gli sci all 99% sono stati presi per sbaglio, e che verso fine giornata li troviamo. Male che vada, al 90% ritornano nella baia (quella di SF) su una macchina che pero’ non e’ la nostra! Ok, appariamo altri sci per il pargolo, per i giorni a venire e gia incominciavo a fare i conti di quanto ci sarebbe costata la settimana bianca! Gli sci nostri non li abbiamo trovati in quei giorni, ma sapevamo il codice di quelli affittati da noi, quindi ogni paio di Atomic rossi, con sticker verde Sports Basement, io controllavo il numero di serie per vedere se fossero i nostri!!!

Ad ogni modo, la settimana finisce, torniamo a SF, mi armo di coraggio, e carta di credito, e vado da Sports Basement, dove c’erano carrelli pieni di sci appena restituiti. Ed e’ qui che mi sconvolgo. Spiego all’inserviente, Dave, del piccolo (!) incidente,

lui mi fa ….ah si avevo parlato con tua moglie giusto?

io….ermm si, si, sai abbiamo cercato di qui e di li…..

Dave….tranquillo, 9 volte su 10 ritornano nel nostro stock, in un altro nostro negozio o ci chiamano da altri ski rental…sai ci conosciamo tutti.

io….Oh, ok. Benissimo. Cosa faccio (ossia quanto mi fai pagare finche’ gli sci non ricompaiono, se ricompaiono!)

Dave….tranquillo vai pure, se ci sono problemi tra 3/4 settimane qualcuno da qui ti chiama.

io…..oh OK, grazie, ciao.

Esco da Sports Basement per la seconda volta in un mese contento!!!! Certo cosi comprano la mia customer loyalty 😉

Fino ad ora non si sono fatti sentire. E’ possibile che gli sci non si trovino, e che mi passi (per la seconda volta) la contentezza. Pero’ devo dire che l’esperienza e’ stata veramente incredibile, e che non avevo mai provato in Italia, o altri posti al mondo!!!!! Forse gli sci finiro’ per pagarli, anche se per il momento tutti mi dicono le odds di ritrovarli sono molto alte, forse non li paghero’, in ogni caso l’esperienza con il negozio e’ stata eccellente.

Da piccolo, per tanti, tantissimi, anni sono andato a sciare a Roccaraso, in Abruzzo. Il montanaro abruzzese, diventato ricco con uno sport che era diventato di moda per la nuova classe media, che gi aveva trasformato una montagna destinata alla pastorizia in una piccola miniera d’oro, non era cosi affabile come Dave. E’ vero che lui doveva aver a che fare con i marpioni piu’ marpioni d’Italia…i Napoletani. Ricchi abbastanza per permettersi di andare a sciare, ma sempre in cerca dell’escamotage per fregare il montanaro. Pero’ il montanaro, era anche il piu’ scorbutico, taccagno, avido, famelico, bramoso rompi coglioni sulla faccia della terra! Gli sci me li avrebbe fatti pagari a prezzo pieno, anche se fittati mezzi rotti, e poi se si trovavano, dopo decine di mie telefonate e minaccie, forse, dico forse, mi avrebbe ridato la meta’ dei soldi, per una sorta di costo opportunita’ per lui, e punizione per la mia disattenzione!

come sempre fatemi sapere se la mia esperienza americana ed abruzzese sono diverse dalle vostre? sempre di ampie vedute, io.

 

Da Gennaio, siamo diventati famiglia ospitante per una au-pair Italiana. Non ve ne freghera’ una mazza, ma leggete e capirete 😉

Le au-pair, almeno in America, rientrano in uno schema di scambi culturali, alquanto rigorosamente regolato  dal Department of State (l’equivalente del Ministero degli Esteri qui in America). Sostanzialmente sono giovani (tra i 18-26 anni) che vengono a vivere ed aiutare famiglie con bambini. Possono lavorare massimo 45 ore settimana; sono retributiti minimo 195.75 $/settimana; gli viene offerto vitto ed alloggio; gli viene pagato fino a 500$ per corsi scolastici (o vari) con accreditamento.  Delle agenzie predisposte ed autorizzate fanno da intermediario, facilitando il “matching process” tra famiglie ospitanti ed au-pair. Presumo per evitare che ci siano casi di sfruttamento, ci sono una serie di formalita’ (per famiglie ed au-pair) alle quali adempiere dettate dal Department of State: visita pre/post arrivo au-pair da parte dell’ agenzia, report mensili, “family day” con l’agenzia, etc.

Le au-pair (ne parlero’ al femminile per semplicita’ non sessismo!) sono tenute a pagare tasse su quanto guadagnato nell’anno se superano lo scaglione minimo. Sono esenti per il momento da contributi sociali. Un paio di settimane fa’, ricevo una email della nostra agenzia, che ci comunica di una proposta alquanto priva di logica del Conresso Americano di far pagare contributi sociali a au-pair e famiglie ospitanti. E’ una proposta senza logica perche’ i contributi vanno a finanziare i programmi di social secutity e Medicare che coprono pensioni di anzianita’, pensioni sociali (per disabilita’) e assistenza medica per gli stessi. Le au-pair non ne beneficiano assolutamente. Anzi il programma di scambi cuturali ha un limite temporaneo (massimo 2 anni), non si puo’ quindi andare in pensione come au-pair.

La nostra agenzia (come tante altre) sollecitava quindi tutte le famiglie ospitanti a mandare una lettera pre-formattata al proprio Congressional Representative, ossia il Senatore eletto nella propria circoscrizione. Badate bene, il senatore eletto, non quello votato da te! L’idea era di inondare i Senatori dei vari stati con lettere di famiglie ospitanti, per chiedere che si facesse presente dell’assurdita’ della proposta avanzata nel Congresso.

Ora, io no ho diritto al voto qui in America, pero’ ho pensato, sta lettera la voglio mandare, anche se solo per far numero, perche’ sta proposta e’ totalmente priva di ogni logica e costosa per noi e per l’au-pair. Quindi seguo il link sull’email dell’agenzia, vengo ridiretto ad un sito dove c’e’ una bella letterina gia’ pronta, scritta bene, chiara ed efficace, io metto il  mio indirizzo, e zappp…

Thank you for using Alliance for International Educational and Cultural Exchange Mail System.

Message sent to the following recipients:
Representative Pelosi
Senator Boxer
Senator Feinstein

Cazzo, bene, vedi che si puo’ fare con un uso corretto della tecnologia a disposizione. Dopo 7 giorni mi arriva un’altra email

Dear Mr. Benedini:

Thank you for taking the time to write and share your views with me.  Your comments will help me continue to represent you and other Californians to the best of my ability.  Be assured that I will keep your views in mind as the Senate considers legislation on this or similar issues.

 If you would like additional information about my work in the U.S. Senate, I invite you to visit my website, http://boxer.senate.gov.  From this site, you can access my statements and press releases about current events and pending legislation, request copies of legislation and government reports, and receive detailed information about the many services that I am privileged to provide for my constituents.  You may also wish to visit http://thomas.loc.gov to track current and past federal legislation.

Again, thank you for sharing your thoughts with me.  I appreciate hearing from you.

Sincerely,

Barbara Boxer
United States Senator

Please do not respond to this message. If you would like to comment on legislation, please visit my website and use the correspondence form at https://www.boxer.senate.gov/en/contact/policycomments.cfm.

Ora, so benissimo, che la risposta della Senatrice Boxer e’ una auto-reply, quindi non significa che abbia letto la mia letterina. E so bene, che non fara’ gran casino perche’ io solo le ho scritto. Pero’ il solo fatto di poter mandare un’email ad un rappresentante eletto dal popolo, di sapere che la propria email e’ stata ricevuta, di avere un sito dove possa controllare quello che la senatrice proponga, mi sembra una cosa molto positiva. In UK c’e’ il sistema delle “surgery”, che inizialmente non riuscivo a capire perche’ la “surgery” mi sapeva tanto di sala operatoria (!), poi ho capito che erano solo gli incontri periodici che il politico della circoscrizione aveva con i suoi rappresentati. Non c’e’ obbligo, quindi c’e’ il parlamentare che ne fa regolarmente, chi ne fa poche, chi non ne fa per niente….anche se dove abitavo a Londra un paio di lettere all’anno mi arrivavano per avvisarmi della “surgery”…..ed io inizialmente mi grattavo solo ;-).

A Delhi, dove il sistema democratico e’ tanto teoricamente perfetto quanto in pratica inefficiente e spesso corrotto, un giovane politico (anche junior minister) Sachin Pilot, mi raccontava un giorno delle sue sedute con gli elettori, ogni mattina! Vacca boia, ogni mattina, per 2 ore, metteva a disposizione degli elettori (e non solo i suoi), chai (te’ all’indiana), biscotti e l’uso del bagno! Si trasformava poi in una specie di prete di campagna, prestando ascolto alle lamentele varie, cercando di aiutare quando poteva, dando speranza quando necessario.

Questi sono esempi, a mio avviso, positivi del sistema democratico, dove voti un rappresentante e puoi raggiungerlo per presentare i tuoi problemi (si spera per il bene della comunita’ e non solo quelli personali!).

Sarei curioso di sapere se in Italia vige un qualcosa del genere? Se mi leggete, sapete come raggiungere il vostro rappresentante in parlamento? Badate bene il rappresentante della vostra circoscrizione, non colui/colei che ha avuto il vostro voto.