Da Gennaio, siamo diventati famiglia ospitante per una au-pair Italiana. Non ve ne freghera’ una mazza, ma leggete e capirete ūüėČ

Le au-pair, almeno in America, rientrano in uno schema di scambi culturali, alquanto rigorosamente regolato ¬†dal Department of State (l’equivalente del Ministero degli Esteri qui in America). Sostanzialmente sono giovani (tra i 18-26 anni) che vengono a vivere ed aiutare famiglie con bambini. Possono lavorare massimo 45 ore settimana; sono retributiti minimo 195.75 $/settimana; gli viene offerto vitto ed alloggio; gli viene pagato fino a 500$ per corsi scolastici (o vari) con accreditamento. ¬†Delle agenzie predisposte ed autorizzate fanno da intermediario, facilitando il “matching process” tra famiglie ospitanti ed au-pair. Presumo per evitare che ci siano casi di sfruttamento, ci sono una serie di formalita’ (per famiglie ed au-pair) alle quali adempiere dettate dal Department of State:¬†visita pre/post arrivo au-pair da parte dell’ agenzia, report mensili, “family day” con l’agenzia, etc.

Le au-pair (ne parlero’ al femminile per semplicita’ non sessismo!) sono tenute a pagare tasse su quanto guadagnato nell’anno se superano lo scaglione minimo. Sono esenti per il momento da contributi sociali. Un paio di settimane fa’, ricevo una email della nostra agenzia, che ci comunica di una proposta alquanto priva di logica del Conresso Americano di far pagare contributi sociali a au-pair e famiglie ospitanti. E’ una proposta senza logica perche’ i contributi vanno a finanziare i programmi di social secutity e Medicare che coprono pensioni di anzianita’, pensioni sociali (per disabilita’) e assistenza medica per gli stessi. Le au-pair non ne beneficiano assolutamente. Anzi il programma di scambi cuturali ha un limite temporaneo (massimo 2 anni), non si puo’ quindi andare in pensione come au-pair.

La nostra agenzia (come tante altre) sollecitava quindi tutte le famiglie ospitanti a mandare una lettera pre-formattata al proprio Congressional Representative, ossia il Senatore eletto nella propria circoscrizione. Badate bene, il senatore eletto, non quello votato da te! L’idea era di inondare i Senatori dei vari stati con lettere di famiglie ospitanti, per chiedere che si facesse presente dell’assurdita’ della proposta avanzata nel Congresso.

Ora, io no ho diritto al voto qui in America, pero’ ho pensato, sta lettera la voglio mandare, anche se solo per far numero, perche’ sta proposta e’ totalmente priva di ogni logica e costosa per noi e per l’au-pair. Quindi seguo il link sull’email dell’agenzia, vengo ridiretto ad un sito dove c’e’ una bella letterina gia’ pronta, scritta bene, chiara ed efficace, io metto il ¬†mio indirizzo, e zappp…

Thank you for using Alliance for International Educational and Cultural Exchange Mail System.

Message sent to the following recipients:
Representative Pelosi
Senator Boxer
Senator Feinstein

Cazzo, bene, vedi che si puo’ fare con un uso corretto della tecnologia a disposizione. Dopo 7 giorni mi arriva un’altra email

Dear Mr. Benedini:

Thank you for taking the time to write and share your views with me.  Your comments will help me continue to represent you and other Californians to the best of my ability.  Be assured that I will keep your views in mind as the Senate considers legislation on this or similar issues.

 If you would like additional information about my work in the U.S. Senate, I invite you to visit my website, http://boxer.senate.gov.  From this site, you can access my statements and press releases about current events and pending legislation, request copies of legislation and government reports, and receive detailed information about the many services that I am privileged to provide for my constituents.  You may also wish to visit http://thomas.loc.gov to track current and past federal legislation.

Again, thank you for sharing your thoughts with me.  I appreciate hearing from you.

Sincerely,

Barbara Boxer
United States Senator

Please do not respond to this message. If you would like to comment on legislation, please visit my website and use the correspondence form at https://www.boxer.senate.gov/en/contact/policycomments.cfm.

Ora, so benissimo, che la risposta della Senatrice Boxer e’ una auto-reply, quindi non significa che abbia letto la mia letterina. E so bene, che non fara’ gran casino perche’ io solo le ho scritto. Pero’ il solo fatto di poter mandare un’email ad un rappresentante eletto dal popolo, di sapere che la propria email e’ stata ricevuta, di avere un sito dove possa controllare quello che la senatrice proponga, mi sembra una cosa molto positiva. In UK c’e’ il sistema delle “surgery”, che inizialmente non riuscivo a capire perche’ la “surgery” mi sapeva tanto di sala operatoria (!), poi ho capito che erano solo gli incontri periodici che il politico della circoscrizione aveva con i suoi rappresentati. Non c’e’ obbligo, quindi c’e’ il parlamentare che ne fa regolarmente, chi ne fa poche, chi non ne fa per niente….anche se dove abitavo a Londra un paio di lettere all’anno mi arrivavano per avvisarmi della “surgery”…..ed io inizialmente mi grattavo solo ;-).

A Delhi, dove il sistema democratico e’ tanto teoricamente perfetto quanto in pratica inefficiente e spesso corrotto, un giovane politico (anche junior minister) Sachin Pilot, mi raccontava un giorno delle sue sedute con gli elettori, ogni mattina! Vacca boia, ogni mattina, per 2 ore, metteva a disposizione degli elettori (e non solo i suoi), chai (te’ all’indiana), biscotti e l’uso del bagno! Si trasformava poi in una specie di prete di campagna, prestando ascolto alle lamentele varie, cercando di aiutare quando poteva, dando speranza quando necessario.

Questi sono esempi, a mio avviso, positivi del sistema democratico, dove voti un rappresentante e puoi raggiungerlo per presentare i tuoi problemi (si spera per il bene della comunita’ e non solo quelli personali!).

Sarei curioso di sapere se in Italia vige un qualcosa del genere? Se mi leggete, sapete come raggiungere il vostro rappresentante in parlamento? Badate bene il rappresentante della vostra circoscrizione, non colui/colei che ha avuto il vostro voto.

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