giugno 2012


In un post precedente avevo parlato di come le scuole qui in America martellino sulle donations, donations, donations! Cercano sempre soldi, e li ottengono in un modo o un altro. Ad ogni modo, qualcuno come mia madre, in parte giustamente criticava l’uso della parola donazioni, quando in effetti non c’e’ un gran spirito altruistico nella richiesta. Opinabile la premessa, ma ad ogni modo altruistico o no, la scuola raccoglie soldi per finanziare attivita’ scolastiche e migliorare la qualita’ e quantita’ delle risorse didattiche a disposizione.

Alla fine anche noi abbiamo fatto il nostro contribuendo, commensuratamente alle nostre possibilita’, al fondo scuola. Il genitore che, poveretto, si era assunto il compito di far in modo che tutti i genitori contribuissero, ci ha scritto per ringraziarci. Poi ci ha scritto il direttore della scuola per far lo stesso (e non era una lettera standard, il che fa piacere!). Poi siamo stati invitati ad una reception per chi aveva contribuito al fondo. Ora ci ha scritto (e questa e’ lettera standard) la Development Director, che gestisce la raccolta per il fondo. Ovviamente sorge spontaneo il dubbio che se ci scrivono in cosi tanti, abbiamo dato troppo! Dubito vivamente, perche’ senza alcun dubbio siamo fermamente ancorati nel 99%, e la papera galleggia ma sicuramente non affonda! Saranno tutte lettere di cortesia, probabilmente, anche se il tono sembra sincero ed in ogni modo fa piacere sentire il proprio sforzo, benche’ in questo caso solo finanziario, riconosciuto.

Ma la cosa che mi ha fatto piu’ piacere e’ che nella lettera di oggi ci viene detto a cosa vengono devoluti i nostri soldi (come parte del fondo):

Expand the music program, improve teacher salaries, establish more library tiem for students, institute  the ipad program in middle school, conduct diversity training for faculty, send teachers to conferences, continue professional development program, tuition assistance for families, purchase of microscopes, musical instruments, employ assistant teacher in lower school.

Come notate molte delle attivita’ finanziate dal fondo sono additive o complementari a quanto la scuola gia fa. Quindi, diciamo lo interpreto come, un miglioramento dell’offerta da parte della scuola, al di sopra del livello gia’ buono che offre.

Il problema di tante donazioni a ONG, scuole o cause di qualsiasi tipo (vedi terremoto in Emilia) e che non sai mai come vengono spesi i tuoi soldi e c’e’ una totale mancanza di trasparenza nel mostrare “the money flow”. Una ONG supportata fortemente da un nostro amico (charity : water) ha come mission proprio quella della trasparenza. 100% dei fondi raccolti vengono utilizzati nei progetti sul campo, spese di gestione della ONG vengono coperti in altro modo (donations, sponsorship). Al momento della donazione ti dicono in che progetto vengono utilizzati i tuoi soldi, e ti aggiornano con l’uso di google maps sullo stato del progetto. La tecnologia puo’ essere usata per scopi utili!!!!! Non sono gli unici nel mondo ONG che lo fanno, ne sono sicuro, pero’ e’ encomiabile il fatto che facciano della trasparenza un raison d’être.

Allo stesso modo sono contento che la scuola di mio figlio, ci abbia fatto due maroni cosi per farsi dare soldi, pero’ poi dopo hanno in maniera professionale, gratificante e genuina ringraziato e mostrato dove sono andati a finire le nostre donazioni.

Evviva la trasparenza. L’anno prossimo pero’ gli do di meno, per verificare che la scuola sia professionale a prescindere dall’importo e che non sia il denaro ha comprare il servizio!!!

Spesso, ed a giusta ragione, si parla di monopoli come una cosa terribile e diabolica, che tolgono la possibilita’ di scegliere  al consumatore, riducono la spinta a modernizzare ed ottimizzare, fanno pagare di piu’e danno meno. Ci sono numerosi casi di monopoli, spesso statali, che risultano da scelte piu’ politiche che economiche (e senza dubbio non finanziarie), che sono testamento di quanto sopra. I monopoli sono stati smantellati in Europa, in buona parte per impeto della Unione Europea, per garantire libera concorrenza in svariati mercati.

Mizzica che pippa sto post, vi starete chiedendo?! Ok, forse un po meno sobrio di altri, ma leggete amici, leggete.

Negli ultimi 2 giorni in California si e’ votato per una serie di cose. Elezioni di superior court judges, district supervisors, city and town councils, ed una marea di “measures”. Ora non ho tradotto in Italiano, perche’ non sono sempre sicuro dell’equivalente corrispettivo e di scrivere proprio pirlate non mi va! Le measures vi dico pero’, sono legate al sistema, prettamente californiano, di Propositions di cui ho parlato qualche tempo fa. Sono, in teoria, l’applicazione massima della democrazia. In termini molto superficiali: Non ti va bene qualcosa? redigi una Propositions; raccogli firme; se ne raccogli abbastanza (5-8% dei votanti nelle precedenti elezioni governative) viene messo al voto degli elettori come un referendum; se piu’ del 50% dei votanti dice si, la proposition diventa parte della costituzione californiana (o della citta in questione), con stesso peso delle leggi approvate dal corpo legislativo e firmate dal governatore. Il sistema benche’ teoricamente ha dei pregi, ha anche tanti difetti, perche’ chi ha piu’ soldi puo’ vendere meglio le proprie Propositions.

ImageAd ogni modo, qui a SF una delle Propositions (Prop. A), chiedeva che si smantellasse il monopolio sulla raccolta dei rifiuti urbani (residenziali e commerciali). Il contratto della munnezza per SF e’ gestito da Recology. Pensate un po, da breve ricerca (ed e’ possibile senza fondamento), pare che inizialmente la munnezza di SF alla fine dell ‘800 fosse raccolta da immigranti italiani! Il sistema era molto frammentato e dopo il terremoto del 1906 societa’ ed associazioni addette alla raccolta vennero formate. Sostanzialmente 2 societa’ prevalsero ed a loro nel 1932 venne data la concessione a raccogliere spazzatura in regime di duopolio. Poi i 2 “scavangers” si sono uniti in matrimonio, si sono accopiati, ed hanno dato luce a Recology. L’attuale monopolio privato che gestisce tutta la raccolta e discarica della munnezza sanfranciscana, e che e’ ora totalmente di proprieta’ dei dipendenti!

La Proposition A 2012 di San Francisco chiedeva sostanzialmente che il monopolio fosse interrotto, che i contratti fossero assegnati in maniera concorrenziale, che il servizio fosse diviso in 5 (raccolta, residenziale, commerciale, reciclaggio e compost, trasporto, smaltimento), che la citta’ di SF decidesse le tariffe per l’utente e prendesse possesso delle discariche.

I cittadini hanno risporto. NO.

Scusa, ma e’ un monopolio, non c’e’ concorrenza, le tariffe sono aumentate del 136% negli ultimi 10 anni……ma come, non aboliamo il monopolio di sti ladroni, qui nel paese del libero mercato? NO.

Praticamente questa proposition non sarebbe mai passata in quanto manco quei pochi Repubblicans di SF la appoggiavano! Recology, che stinco di santo non e’ per carita’, fa i lsuo lavoro bene. Il 77% della munezza di SF viene riciclata. Mica male. Ed il target e’ del 100% entro il 2030. Raccolgono in maniera puntuale, efficiente, ed i dipendenti (almeno quelli con i quali mi sono imbattuto per caso) sono gentili. Date uno sguardo al loro sito…..vi pare una societa’ di raccolta rifiuti?!

Quindi sono i monopoli sempre da eliminare? Ovviamente non sempre. Sono da eliminare quando danno un servizio scadente, a prezzi elevati, deprimono l’innovazione, hanno cattivo customer service, sono finanziariamente inefficienti e richiedono sussidi statali (state pensando a degli esempi italiani?). Ma quando cio’ non avviene, il monopolio puo’ avere dei benefici perche’ ha economie di scala intrinseche, e puo’ trovare efficienze e sinergie all’interno del processo complessivo. Detto cio’ sarebbe superficiale dire che non ci sono problemi, ma finche’ la barca va bene lasciamola andare!