Mi sono reso conto che sono vari mesi che non scrivo piu’….shame on me, direbbero qui! Bah mi sono perso nella terra delle opportunita’ e smarrito la mia vena ispiratrtice Indiana 😉

Ieri sera sono andato all’Italian Innovation Day, organizzato da Mind The Bridge un Silicon Valley accelerator soprattutto (ma non solo) per start up italiane.

Maro’ (e non quelli voluti dall’India, ma quella che sta su nel cielo!) rileggendo la frase di sopra mi son reso conto che ormai parlare italiano puro e’ diventato sempre piu’ difficile….cacchio, su 25 parole, 11 sono in Inglese!!! Abbiate venia.

Allora cominciamo da cosa sia questo accelerator. Per gli amanti dei motori, non serve a far muover le automobili 😉 ma piuttosto a far muovere idee. E’ una delle tipiche manifestazioni della realta’ imprenditoriale ed innovativa che domina la Silicon Valley. Mind The Bridge cerca persone con idee da sviluppare in un business, le aiuta, le guida, le finanzia, e spera di guidarle fino ad una “exit” che porti soldi a fondatori e finanziatori. In particolare MTB guarda al bacino del mediterraneo per nuove idee, ed usa la competenza ed esperienza di mentors che sono qui nella Silicon Valley da anni per svilupparle.

Essendo questo un mondo totalmente nuovo per me, e’ molto interessante vedere alcune delle dinamiche in gioco, ma soprattutto scoprire che ci sono tanti giovani con idee, passione e determinazione che vogliono creare qualcosa di nuovo. I giovani in questione, almeno quelli che ho incontrato fino ad ora, sono principalmente Italiani, e la cosa e’ veramente piacevole.

Lungi da me pensare che in Italia non ci siano persone in gamba, anzi ce ne sono tante. Purtroppo vedendo l’Italia dal di fuori da tanti anni, mi sembra che le buone idee siano talvolta soffocate da un sistema che non le promuove. C’e’ una certa reticenza al rischio da parte di molti, e specialmente di chi ha soldi da spendere. Meglio investire in un appartamento da affittare, che in 4 giovani che ti vendono idee, spesso tecnologiche e che talvolta sembrano esoteriche.

E’ anche vero che avere idee non e’ sufficiente, neanche qui in Silicon Valley, ad attirare interesse e finanziamenti. Ci vuole determinazione, chiarita’ di intenti (vedete in Inglese e’ focus…..un po piu’ diretto e conciso!), spirito di iniziativa e tanta voglia di credere nelle proprie idee.

L’Italian Innovation Day era un modo per far parlare Italiani che hanno gia’ fatto ed ottenuto molto qui in Silicon Valley, ma anche giovani che hanno creato start up e che sperano di fare ancor piu’. Gli “startappari” italiani (l’ho scritto in modo fonetico per rendere l’idea) come li definisce il Console Italiano a San Francisco, non mancano ed alcune delle loro idee sono veramente simpatiche e spero di successo.

Soprattutto di questi tempi, dove in Italia mi sembra ci sia un forte scontro, almeno in politica, tra il nuovo ed il vecchio, e’ veramente rinfrescante sentire parlare giovani che hanno idee, che vogliono fare cose nuove, che non accettano lo status quo, che hanno l’esuberanza (e forse un tantino di arroganza) giovanile, ma anche devo dire un vero spirito imprenditoriale. Credono nelle loro idee, fanno funzionare la testa, sono determinati e non si accontentano del posto fisso a 25 anni!

Nel tornare a casa dall’evento, mi chiedevo, risk taker si nasce o si diventa? non mi sono ancora dato una risposta, o meglio ho risposto si e no a tutte due le scelte contemporaneamente! Di una cosa pero’ mi sto convincendo, vivere in un ambiente dove rischi, calcolati che siano, sono incoraggiati sicuramente aiuta. Se da ragazzino sei circondato da un ambiente dove persone poco piu’ grandi di te creano, smanettano, fanno e disfano, falliscono o hanno fortuna, e’ piu’ probabile che se hai un’idea cerchi di emularli. Come ho detto prima avere idee non basta per aver successo, ma essere in un ambiente che le stimola aiuta. E successo porta successo. Chi ha fatto milioni di dollari vendendo la sua start-up e’ probabile reinvesta parte del gruzzolo in altre idee e start-up. E’ un ciclo virtuoso che si perpetua da solo, perche’ gente con idee nuove ce n’e’ sempre e bisogni da soddisfare anche. Sta ai giovani, senza vincoli, senza carichi, senza preconcetti ed attitudini “non si puo’ fare” a darsi una mossa.

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