Qualche settimana fa mi arriva una email per chiedere il mio voto per i Comites. Devo dire dei Com.It.Es. sapevo ben poco, anzi nulla. Grazie a Google, 20 minuti dopo, ero confuso ma leggermente piu’ aggiornato. Questo articolo qui, spiega la genesi e vita, contorta che sia, di questi Comitati per Italiani Residenti all’estero. Una mini summa e’ che i Comites sono analogici ai Comuni per i residenti all’estero. Se in terra patria abbiamo Comuni, Province, Regioni e Stato, in terra straniera abbiamo (da quel che capisco) Comites, Consolati, Ambasciate….e fortunatamente tanto mare che ci separa da questa farraginosa macchina burocratica pagata dallo Stato!

Ok, sono probabilmente molto superficiale. Non riesco ad inquadrare bene questi Comites e cosa esattamente facciano. Credo, organizzano incontri e seminari, co-ordinano e scremano richieste di finanziamento per associazioni locali che promuovono cultura e lingua italiana. Probabilmente molto piu’ o forse molto meno! Devo dire non sono grande amante di queste organizzazioni con scopi non ben delineati, finanziati dal settore pubblico e con potenziali risvolti politici. Ad ogni modo, esistono in citta’ dove ci sono piu’ di 3,500 residenti italiani e come sempre presumo alcuni siano piu’ attivi di altri. Questi sotto sono gli obiettivi del Comites di San Francisco. Catchy, vero? Chiaro, vero? Rimango fortemente scettico, e non per attacco personale ai membri attuali, ma per me gia nel linguaggio si intravede un torpore che per me significa: sono importante, ma e’ difficile dirti qual’e’ il mio valore aggiunto!!!

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L’email che ho ricevuto veniva dal candidato per il Comites di San Francisco. Mi pare di capire abbiano formato una rete globale con altri 3 candidati Comites  “……per costruire una rete globale dell’Intelligenza e delle eccellenze Italiane nel mondo e collegarle tra loro e insieme col centro dell’innovazione tecnologica  planetaria–Silicon Valley.” C’e’ un leggero bias verso la Bay Area, e poi, rete globale, con centro planetario con 3 “pianeti” soli, sembra un po menarsela!…mah, sara’ il mio cinismo.

La parte piu’ bella dell’email pero’ e’ la chiosa finale.

Chiosa che conservero’ nel mio inbox ad infinitum per ricordarmi della napoletanita’ piu’ sviscerata che Luciano De Crescenzo aveva cosi accuratamente catturato in “Cosi parlo’ Bellavista”.

“Contiamo ovviamente–avendone apporfittato–sulla vostra comprensione e ci scusiamo dell’intrusione, se d’intrusione s’e’ trattato. Vi assicuriamo che non vi importuneremo ulteriormente su questo soggetto”

2 note.

1. L’errore ortografico (apporfittato) era nell’email. Una svista senza dubbio, ma che rende la chiosa ancora piu’ Bellavistiana.

2. Ritengo che avendo la rete ambizioni planetarie, e rappresentando quindi culture diverse, si doveva come minimo espandere la chiosa con ” ….ci scusiamo, blah blah blah…vi assicuriamo, blah blah blah…e mettiamo la nostra testa sotto i vostri piedi, e potete anche muovervi, perche’ il nostro peccato sia rimesso davanti agli occhi di tutti” 😉

Solo cosi l’email avrebbe assunto quel carattere di purissima Italianita’ che il Comites vuole promulgare e ricordare a tutti gli Italiani come me, che da 20 anni (esatti tra 4 settimane), vivono fuori dal Bel-ma-logorroico Paese.

Un saluto caloroso, sperando di non bruciare i peli delle vostre sopracciglia, cosa che se succedesse non era minimamente intesa, ma che consigliamo trattare con crema idratante e postando un commento qui su questo blog, dove io possa rispondere cospargendomi il capo…….

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